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Sparatoria di Pasqua, Matteucci: "Solidarietà all'Arma dei Carabinieri"

Così il sindaco Fabrizio Matteucci ha risposto questa mattina nel corso del convegno sul tema "Siamo sicuri?" che si è svolto in municipio nell'ambito dell'open day della Polizia municipale

Redazione14 aprile 2012
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“Hanno prevalso legalità, giustizia e volontà di pacificazione nell’affrontare le conseguenze della sparatoria di Pasqua. Valori che sono stati espressi e condivisi unanimemente dal Consiglio comunale come reazione della città a questi tragici fatti”. Così il sindaco Fabrizio Matteucci ha risposto questa mattina nel corso del convegno sul tema “Siamo sicuri?” che si è svolto in municipio nell’ambito dell’open day della Polizia municipale, alla domanda della studentessa del Liceo Classico Chiara Tellarini sui riscontri di quell’evento a livello cittadino.

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Nell’occasione il sindaco Fabrizio Matteucci ha stretto pubblicamente la mano al comandante dei Carabinieri colonnello Guido De Masi come segno di solidarietà all’Arma, in un clima di partecipazione e sostegno da parte di tutti i presenti che è culminato in uno scrosciante applauso. 

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1 Commenti

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  • Avatar di Alvaro

    Alvaro Le cose bisognerebbe raccontarle tutte. Riporto qui la parte finale della mia nota: "FATTI, RETROSCENA E MISFATTI, DOPO LA PASQUA DI SANGUE. LpRA dalla parte dei cittadini onesti di ogni colore e dei carabinieri", che ho pubblicato ieri: < 2) Si dica chiaramente che i carabinieri sono stati 'invitati' a non farsi vedere nel centro storico di Ravenna, sia pure con l'intenzione di non alimentare reazioni non rispettose della legge, ottenendo però il risultato - secondo noi più grave - di delegittimarli agli occhi dell'opinione pubblica (si spera di non depotenziarli) e alimentando lo stato di frustrazione e il sentimento di ingiustizia in un corpo militare dello Stato che ha solo il merito di difendere i cittadini onesti e pacifici di ogni colore, a rischio della sicurezza e della vita dei propri uomini. Dunque, le forze dell'ordine si devono "nascondere", mentre si manifestano le prepotenze del disordine? Tutto ciò mentre già esiste un primo pronunciamento della magistratura ad opera del Giudice per le Indagini Preliminari, secondo cui: il tunisino tuttora incarcerato ha brandito una delle due pistole verso i carabinieri; la fuga dei tunisini era cominciata a fari spenti mentre la strada era piena di giovani che uscivano dalle feste in spiaggia e solo le sirene dei carabinieri li hanno fatti spostare, salvandoli; la fuga a zig zag tra le autovetture, con speronamenti ripetuti contro quelle dei militari, è stata fatta con il più "completo disprezzo della vita delle persone">. Mi pare che De Mari abbia ragione di sorridere amaro, a labbra strette. Alvaro Ancisi

    il 15 aprile del 2012