Sport e inclusione all’insegna dell’amicizia col torneo di baskin

Fair play e sport inclusivo, in un torneo tutto speciale, giocato nei locali della palestra scolastica dell’Istituto Tecnico Oriani di Faenza

È stato forse il momento più emozionante di un anno scolastico intero, quello durante il quale il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi ha chiamato gli alunni con i loro rispettivi numeri di gioco e ha dato avvio alla partita. Fair play e sport inclusivo, in un torneo tutto speciale, giocato nei locali della palestra scolastica dell’Istituto Tecnico Oriani di Faenza.

L’Istituto di Via Manzoni, per il quinto anno consecutivo, adotta il Baskin quale grande progetto sportivo di inclusione: tra febbraio e aprile, infatti, hanno preso parte al progetto due classi, la 2Fafm e la 1Btur, coinvolgendo in prima linea gli studenti con disabilità protagonisti attivi della squadra al pari dei propri coetanei. Sono state le docenti Raffaella Galli e Chiara Verlicchi, con la collaborazione dei tecnici di Baskin dell’‘Associazione sportiva dilettantistica disabili’ di Faenza, dalla solida tradizione natatoria e atletica trentennale, a mettere in piedi tutta la macchina organizzativa all’interno della scuola. Due le squadre interessate, 29 atleti normotipici e 16 ragazzi e ragazze con disabilità intellettivo-relazionale e fisica che hanno condiviso un’esperienza sportiva nata a livello sperimentale e diventata nel tempo una realtà consolidata, che ha permesso a molti di avvicinarsi al mondo della disabilità attraverso lo sport e lo spirito di squadra, della ‘grande famiglia’, che supera ogni difficoltà puntando molto sulla determinazione di porsi obiettivi comuni da raggiungere, non solo sportivi ma anche sociali, una priorità rilevante nel processo scolastico di inclusione degli alunni in condizione di svantaggio.

Il Baskin, disciplina sportiva nata a Cremona, è un’attività recente, che si ispira al basket ma con caratteristiche particolari ed innovative. È uno sport pensato, studiato e realizzato affinché ragazzi normotipici e diversamente abili possano giocare insieme nella stessa squadra, maschi e femmine: prende spunto dalla pallacanestro, della quale utilizza la struttura generale, ne mantiene gli obiettivi ma ne cambia le regole adattandole ai vari tipi di disabilità presenti. Tant’è vero che qualsiasi tipo di disabilità (purché consenta il tiro in un canestro) può essere coinvolta con compiti specifici e fondamentali per la determinazione del risultato finale.

Il progetto avviato nell’Oriani ha permesso agli studenti di cimentarsi in questa disciplina che consente a tutti di poter metter in campo le proprie capacità e lavorare sul raggiungimento di obiettivi realistici e realizzabili sia individualmente che collettivamente. Gli studenti hanno inoltre conosciuto e vissuto in prima persona l’importanza dell’inclusione sociale e sportiva mettendosi alla prova con sé stessi, con gli altri e anche con i compagni con disabilità, fondamentali per la realizzazione del progetto.

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