Scampata all'esplosione sull'A14 realizza il suo sogno: "Correre la 100km del Passatore con la mia famiglia"

"Quando sono arrivata al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena - racconta Marialisa che ha 45 anni e vive a Lugo - ho capito subito di essere nel posto giusto"

Marialisa il 6 agosto dello scorso anno si è trovata coinvolta nell’esplosione avvenuta lungo la A14 a Borgo Panigale. Ha riportato ustioni profonde, fortunatamente non troppo estese, che hanno richiesto una serie di trattamenti medici, un intervento chirurgico di ricostruzione delle cute ustionata e la riabilitazione. A quasi dieci mesi da quel fatidico giorno Marialisa ha coronato il suo sogno: tagliare il traguardo della 100 chilometri del Passatore insieme alla sua famiglia. E l’ha fatto indossando una maglietta con su scritto “Grazie CGU Cesena”.

"Quando sono arrivata al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena - racconta Marialisa che ha 45 anni e vive a Lugo - ho capito subito di essere nel posto giusto: mi hanno colpito i protocolli di sicurezza per evitare contaminazioni, la professionalità e l’umanità degli operatori, ma soprattutto gli occhi gentili dell'infermiera dietro la visiera e la sua voce che mi diceva ‘Stai tranquilla, sei arrivata nel posto giusto. E' un percorso lungo, ma si guarisce’".

Fin dal primo momento, l'obiettivo parallelo alla guarigione per Marialisa era quello di tornare quanto prima alla sua vita normale. Il lavoro, i viaggi, le camminate. Attività banali nella loro quotidianità, eppure diventati improvvisamente speciali. “In quei giorni passati al Centro Grandi Ustionati di Cesena – racconta - un desiderio particolarmente ricorrente, condiviso anche con le fisioterapiste che mi seguivano nel recupero della mobilità, era quello di partecipare nuovamente alla 100 chilometri del Passatore”. Già perché Marialisa da alcuni anni fa parte di un gruppo di camminatori che dal 2014, l'ultimo sabato di maggio, partecipano in modo non agonistico a questa gara, percorrendo a piedi - chi a staffetta chi per intero - tutti i 100 chilometri che collegano Firenze a Faenza.

"Nei giorni di ricovero a Cesena, mia sorella, mio cognato e io ci siamo posti l’obiettivo di fare la staffetta di famiglia alla 100 chilometri". E così è stato: il 25 maggio tutti e tre insieme, in staffetta, hanno partecipato in maniera non agonistica alla competizione, partendo da Borgo S. Lorenzo (anziché da Firenze) e percorrendo circa 73 chilometri. “Metaforicamente - afferma - ho concluso un percorso cominciato in un letto d'ospedale, con il palmo della mia mano accostato a quello guantato di mia sorella che aveva l'altra mano appoggiata al vetro che la separava dal suo compagno, unendoci in una catena che si è riproposta durante la gara con il passaggio del testimone.”

“Desidero ringraziare quei lottatori che ogni giorno si recano al lavoro varcando la soglia del reparto Grandi Ustionati. Purtroppo la loro missione li porta a vedere i pazienti in uno dei momenti più difficili e non sempre hanno l'occasione di vederne il ritorno alla vita normale. La straordinarietà di questa storia sta nella loro estrema professionalità e umanità, nel sostegno che danno quotidianamente ai loro pazienti, senza sosta o ritrosie”.

"Al termine del percorso, nella piazza di Faenza gremita di spettatori che applaudivano i concorrenti - conclude Marialisa - con il testimone della staffetta saldo in mano, stretta in un abbraccio con mia sorella e mio cognato, il pensiero riconoscente è andato agli operatori sanitari del Centro grandi ustionati. Per me e la mia famiglia si è concluso un percorso che sarebbe stato impossibile percorrere senza il loro aiuto. Per questo sul retro delle nostre magliette abbiamo stampato ‘Grazie CGU Cesena’". 

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