La storia di una città: secoli di spese e affari al Mercato Coperto di Ravenna

Le origini del Mercato Coperto risalgono al Medioevo, quando ospitava le botteghe del pesce. Un luogo cardine per il commercio e la vita sociale della città

A quasi cent'anni dalla sua prima inaugurazione, il Mercato Coperto di Ravenna si prepara a incontrare di nuovo il suo pubblico. Dopo anni di lavori di restauro e riqualificazione pare ormai prossima l'attesa riapertura.

E proprio in vista del grande ritorno alla cittadinnza gli attori coinvolti nella riqualificazione dello storico edificio hanno incontrato i cittadini per raccontarne la storia secolare e presentare una ricerca storica (con interventi dell'architetto e saggista Paolo Bolzani, del giornalista Franco Gabici e del progettista Paolo Lucchetta) che ha svelato molti fatti curiosi legati alla nascita e allo sviluppo dell'area mercatale.

Il Mercato Coperto nella storia di Ravenna

Le origini del Mercato Coperto, in realtà, risalgono addirittura al Medioevo: l'area infatti ospitava le botteghe alimentari della città. E proprio là, nel 1922, la corporazione medievale dei pescatori fece sorgere il moderno Mercato Coperto. 

Fin dalle sue origini, perciò, la zona rappresentava un luogo cardine della città. Un'area pulsante di vita.

Storia Mercato Coperto

Luogo di storia, socialità e acqua

Costruito lungo l'antico corso del fiume Padenna l'area mercatale rappresenta da secoli un luogo storico del commercio cittadino e uno spazio principe della socialità.

E dato che quell'area del centro storico vedeva la confluenza di due fiumi (il Padenna e il Flumisellum) non deve sorprendere che le prime rivendite sorte in quello spazio fossero legate al pesce. Una storia che scorre sull'acqua, quindi, come l'intera città di Ravenna, in particolare in quella zona del centro.

La nascita del Mercato Coperto è legata a filo stretto con la storica Casa Matha che, nel 1238, concluse il contratto d'acquisto di un edificio per il mercato del pesce nell'area dell'odierno Mercato Coperto. Una zona strategica, sulle sponde di un corso d'acqua (tanto che per raggiungerla si doveva attraversare un ponte proprio dove oggi si trova Piazza Andrea Costa). Comincia dunque così il commercio del pesce, al quale si affiancano nel tempo anche altre attività che sfruttavano le acque fluviali, per esempio le macellerie e le drapperie.

Si fa poi un grande salto in avanti, fino all'800, quando l'Ordine della Casa Matha decide di costruire un palazzetto più consono alle funzioni svolte in quell'area. Il Mercato del pesce che sorse qualche anno più tardi, conosciuto anche come Esedra Vignuzzi (dal nome del progettista) ebbe però vita breve, soli diciotto anni. Infatti le istituzioni locali dell'epoca decisero da un lato di interrompere lo strapotere della Casa Matha sul commercio ittico, dall'altro di ampliare le funzioni della struttura per venire incontro alle esigenze della città.

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Così, da grande pescheria l'edificio si preparava a diventare un grande Mercato Coperto. Ma la struttura che conosciamo oggi è frutto di lunghe discussioni e innumerevoli progetti. Dopo aver scartato i progetti di Tempioni e Collamarini, fu scelto infine quello di Eugenio Baroncelli e Tobia Gordini. Si era dunque nei primi del '900, ma a causa di vari eventi storici e locali si dovette attendere il 1922 per vedere l'apertura del Mercato Coperto che le attuali generazioni di Ravenna hanno conosciuto.

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