Strage di uccelli nella Valle della Canna: le analisi confermano la presenza di "botulino"

A titolo precauzionale, si invitano i cittadini a non recarsi nell’area, se non espressamente autorizzati, ad evitare di toccare gli animali morti o malati e a non portarli via

"Bisogna fare qualcosa e farlo subito: Comune, Regione ed Ente Parco devono muoversi per mettere un freno a questa situazione. Valle della Canna e Punte Alberete hanno bisogno di una gestione continuativa che le rimetta in sesto”. E' quanto chiede il consigliere regionale della Lega Andrea Liverani.

"La notizia che numerosi uccelli sono morti per colpa del botulino è preoccupante - continua Liverani - Inoltre, con l'arrivo del periodo di attività venatoria, il problema potrebbe persino aumentare. Qualcuno deve attivarsi in maniera repentina, altrimenti il danno ambientale non sarà recuperabile. Da tempo seguo la situazioni nelle valli e nelle piallasse, e la maLgestione di Comune, Ente parco e Regione sta creando danni irreparabili. La mancanza di ricircolo dell'acqua, per via delle numerose paratie rotte, crea paludi e acquitrini dove le malattie imperversano. La situazione diventerà sempre peggiore per gli animali che vivono la zona. Presenterò un documento in Regione per chiedere lumi sulla gestione della Valle della Canna, così come per Punte Alberete. C'è bisogno che le zone vengano date in gestione tramite un bando, cosa che da troppo tempo viene rimandata. La Regione deve intervenire prima che il danno ambientale esploda definitivamente” conclude Liverani.

Le analisi

Nel frattempo giovedì mattina si è svolto in Comune un tavolo tecnico di confronto sulla situazione di Valle della Canna, convocato d’urgenza dopo che nella giornata di mercoledì si era manifestata la presenza di anatidi morti. Alla riunione hanno partecipato, oltre al personale del servizio Tutela ambiente e territorio del Comune, il corpo dei Carabinieri Forestali, il Parco del Delta del Po, il servizio veterinario dell’Ausl Romagna, il servizio Caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna, Romagna Acque, Azimut, il Centro recupero avifauna e i tecnici di Ravenna Servizi Industriali.

L’esito degli esami del primo campione di avifauna, prelevato all’interno della Valle della Canna, eseguiti dall’Istituto zooprofilattico sperimentale di Forlì, segnala la presenza del batterio “Botulino produttore di tossine di tipo C”. Un’ampia varietà di uccelli è sensibile all’intossicazione da tossina di tipo C, soprattutto gli anatidi, mentre l’uomo no. Tuttavia, a titolo precauzionale, si invitano i cittadini a non recarsi nell’area, se non espressamente autorizzati, ad evitare di toccare gli animali morti o malati e a non portarli via.

Per contrastare anossia e ristagno - condizioni favorenti il batterio e la produzione della tossina, già in parte mutate dalle piogge delle ultime ore dopo il periodo estivo - sarà quanto prima immessa ulteriore acqua alla valle, grazie alla disponibilità di Ravenna Servizi Industriali e Romagna Acque. Mentre continueranno i campionamenti, si intensificherà il lavoro di cura degli animali malati ancora vivi e quello di recupero delle carcasse, grazie ai volontari dell’Associazione Ornitologica Romagnola e Ambito Territoriale Caccia, coordinati dagli agenti di Polizia Locale addetti alla vigilanza delle zone naturali, con la collaborazione del Centro Recupero Avifauna.

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