Terminal crociere insabbiato, la draga inizia a scavare per l'intervento "tampone"

Sono iniziati i lavori al Terminal crociere di Porto Corsini, dopo l'insabbiamento che ha portato diverse crociere a cancellare lo scalo; tuttavia, si tratta di un intervento "tampone"

Sono iniziati i lavori al Terminal crociere di Porto Corsini, dopo l'insabbiamento che ha portato diverse crociere a cancellare lo scalo, con la draga che sposterà vicino alla diga i 250mila metri cubi di materiale sabbioso che hanno creato l'insabbiamento. Un intervento di circa 150mila euro che dovrebbe terminare entro i primi giorni di agosto, rendendo di nuovo operativo il terminal crociere ed evitanto nuove cancellazioni da parte degli armatori. Come ha spiegato il presidente dell'Autorità portuale Daniele Rossi, tuttavia, si tratta di un intervento "tampone": "Ormai è un problema fisiologico della città: le casse di colmata sono piene, e senza casse non si fanno gli escavi - spiega Rossi - E fino a quando non potremo avviare il progetto di Hub portuale (per il quale manca la registrazione alla Corte dei Conti del documento approvato dal Cipe) non possiamo muoverci".

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Sulle operazioni della draga si mostra critico il comitato cittadino Lidi nord, che ha inviato una lettera alle forze politiche della città chiedendo che i lavori di escavo vengano bloccati. "Non è nostra intenzione dubitare della correttezza delle autorizzazioni, ma riteniamo opportuno che siano verificate con estrema urgenza e priorità le modalità di effettuazione degli stessi lavori - scrive nella lettera il presidente del comitato Massimo Fico - Il materiale prelevato non viene stoccato in apposite casse di raccolta, ma semplicemente rilasciato sul fondale marino sempre all'interno delle due dighe foranee, spesso troppo a ridosso della diga foranea nord di Porto Corsini. Questo crea sicuramente un danno ambientale per l'habitat marino e un evidente danno per tutto l'ecosistema sottostante. Circolano già sui social network immagini eloquenti di questo tipo di operazione, che crea certamente problemi di immagine alle località dei lidi nord ravennati e a Marina di Ravenna, oltre a un danno economico per le attività turistiche e commerciali.  È davvero desolante e mortificante assistere a tale scempio: ci aspettiamo un immediato intervento presso le autorità di competenza per chiarire cosa stia avvenendo".

Dello stesso parere anche il meetup A riveder le stelle: "La draga al lavoro preleva la sabbia per spostarla di poche centinaia di metri, depositandola nei pressi del lato sud della diga foranea di Porto Corsini, quindi all’interno del porto stesso. Quanto sarà efficace e potrà durare un lavoro del genere? La movimentazione dei fanghi, a detta di molti anche maleodoranti, provocherà danni all’ecosistema che negli anni ha avuto modo di crearsi vicino alle dighe? Una spesa di 150mila euro a carico della comunità, per un lavoro che potrebbe essere del tutto inutile e che non era stato messo in programma: possibile che siano queste la programmazione e le credenziali di Ravenna sul mercato turistico internazionale? A quanto si legge dalle relazioni della Corte dei Conti per il controllo sugli enti, il Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale aveva deliberato in data 2 marzo 2017 l’attribuzione degli emolumenti al presidente nelle misure massime previste dalla legge, per una cifra pari a quasi 20mila euro al mese. Forse non sono sufficienti per consentirgli di lavorare a una programmazione tempestiva dei lavori? Oltre dieci anni per dare attuazione al Piano regolatore portuale, ma siamo ancora a questo punto, in attesa del solito sistema basato sulle casse di colmata e su centinaia di ettari di terreno da consumare per lo sversamento dei fanghi. Nel frattempo si legge che anche la diga forenea sud sarà interessata dai lavori di messa in sicurezza: si tratta finalmente del muro paraonde, imposto per la sicurezza del porto turistico di Marinara dal lontano 1998, già pagato 1,5 milioni di euro e mai realizzato? Pare proprio di no: si tratterebbe di una semplice asfaltata, per una gestione complessiva del porto di Ravenna che lasciamo giudicare ai lettori".

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