Terremoto, epicentro a Lido di Dante. Maestri: "C'è qualche collegamento con le piattaforme?"

A sollevare la questione è Andrea Maestri dalla segreteria di Possibile: "Scientificamente il collegamento tra attività estrattiva e terremoti è molto controverso, ma è lecito dubitare che epicentro e intensità siano casuali"

"Un terremoto importante, mai accaduto con questa intensità a Ravenna, il più forte negli ultimi 30 anni. L'epicentro è stato a Lido di Dante, e il pensiero corre preoccupato alla scellerata attività estrattiva della piattaforma Angela Angelina e non solo". A sollevare la questione è Andrea Maestri dalla segreteria di Possibile: "Scientificamente il collegamento tra attività estrattiva e terremoti è molto controverso, ma è lecito dubitare che epicentro e intensità siano casuali. Ho chiesto all'ex presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni (che già aveva visitato Ravenna questa estate e si era impegnata per la chiusura della piattaforma) per la Camera dei Deputati e a Massimo Manzoli per il Consiglio comunale di Ravenna di attivarsi - se ne rileveranno le condizioni - con un immediato question time, nelle rispettive sedi istituzionali. Non escludo, se troveremo supporto in adeguati studi scientifici, un esposto in Procura per la verifica di eventuali ipotesi di reato. Quand’anche non vi fosse un sufficiente supporto scientifico in tale direzione, riteniamo che il modello di sviluppo basato sullo sfruttamento delle energie fossili vada superato al più presto e una volta per tutte perché, questo è certo, produce subsidenza, rende il nostro territorio più fragile ed esposto, inquina e avvelena il nostro presente, ipotecando il nostro futuro. Pur con tutte le cautele del caso, anche questo terremoto ci segnala che il tema ambientale e la sostenibilità del nostro modello di sviluppo economico devono essere al centro delle politiche pubbliche di tutte le parti politiche".

"Il pozzo Angelina 1 è posto in prossimità della foce dei Fiumi Uniti a sud di Lido Adriano, a poco più di 2 chilometri in linea d’aria dal punto dove è stato localizzato l’epicentro del sisma - aggiungono dal Meetup A riveder le stelle - Il punto di localizzazione dell’epicentro della scossa più forte risulta a 25 chilometri di profondità, mentre le successive scosse di intensità molto minore sono state localizzate in zone circostanti e a profondità più ridotte, fino a 11 chilometri dalla superficie terrestre. Gli stati mineralizzati sfruttati attraverso Angelina 1 risultano a circa - 4 km: è supponibile, dunque, che le reiniezioni avvengano a quelle profondità. Ricordiamo che le “Linee Guida monitoraggio attività di sottosuolo: coltivazione, reiniezione e stoccaggio di idrocarburi” redatte dal MISE nel 2014 al fine di valutare fenomeni di sismicità indotta o di deformazione del suolo associati alle attività svolte parlano espressamente di necessità di monitoraggi in funzione della pericolosità attesa di sismicità indotta, valutata in funzione dei volumi iniettati. Ora, le domande che poniamo e che potrebbero richiedere una opportuna commissione consiliare al riguardo, sono: Eni ha dato corso a questo progetto più volte sottoscritto per contrastare i danni prodotti dalla subsidenza co-indotta dalle estrazioni? Se la risposta, come supponiamo, è “no”, il Comune ha intenzione di proseguire la sottoscrizione dell’ennesimo protocollo (il quinto) con Eni? Se è “sì”, invece, quali sono i risultati dei monitoraggi effettuati sul progetto in corso, anche in relazione agli effetti di sismicità e microsismicità che possono essere stati indotti?".

La replica: "Collegamento improbabile"

Mauro Bertolino di Forza Italia Ravenna replica a Maestri, definendo il collegamento tra scossa ed estrazione come improbabile: "Partiamo da due concetti base: l’ipocentro è la zona nel sottosuolo dove si è generata la frattura della roccia che ha provocato il terremoto, mentre l'epicentro è la proiezione verticale in superficie dell’ipocentro. Il terremoto di questa notte ha avuto un ipocentro a 20 chilometri di profondità; l’epicentro del terremoto è distante alcuni chilometri dal campo di Angela-Angelina dove si estrae gas al massimo da una profondità di 3 chilometri sotto la superficie. Legare estrazione e terremoto con profondità così diverse appare molto avventuroso. Inoltre ogni terremoto ha un suo meccanismo focale, ovvero una ricostruzione matematica e fisica basata sull’incrocio di tutti i sismografi attorno all’area che consente di ricostruire che tipo di deformazione c’è stata nel sottosuolo, ovvero se compressiva, distensiva o trascorrente. Il meccanismo focale di questa notte, ben visibile dal sito Ingv, è un meccanismo compressivo profondo come quello di poco tempo fa nel riminese. Tutta la fascia costiera è quindi sottoposta a stress compressivi ad alta profondità ben noti ai geologi".

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