Sconfigge i disturbi alimentari diventando foodblogger: "Ero ossessionata dalle diete, ho vinto la mia sfida più grande"

Anna ha sempre avuto problemi a rapportarsi con il cibo. Poi, un giorno, la svolta: decide di reagire e di aprire un blog incentrato proprio sul suo "nemico numero uno". Oggi è una influencer di successo

Esiste soddisfazione più grande del riuscire a trasformare quello che fino a poco tempo prima rappresentava un problema enorme, che rischiava di finire in tragedia, in una passione e addirittura in un'attività lavorativa? Ci è riuscita Anna Maria Fabbri, 36enne ravennate residente a Punta Marina, che per tutta la vita ha sempre avuto grossi problemi nel rapportarsi con il cibo.

"In molti casi lo stesso cibo ha limitato, e non poco, le mie scelte - racconta Anna - Portarmi a cena fuori era impossibile, dividere la tavola con altri era per me una violenza, seguivo le diete alla lettera: poteva essere una tragedia annunciata che si sarebbe compiuta di lì a poco. Alternavo momenti di forte restrizione a momenti in cui mangiavo fino a scoppiare: sono finita al pronto soccorso più di una volta perchè avevo mangiato troppo e non riuscivo più a respirare. Sono sempre stata sovrappeso, ho seguito mille diete, ero talmente ossessionata dalle diete che pesavo tutto e non mi concedevo di sgarrare. Se non sgarravo - che vuol dire niente cene con amici, niente aperitivi, niente pranzi in giro - riuscivo a vivere una vita pesduonormale; se sgarravo, mangiavo fino a non fermarmi".

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Così Anna, sempre più provata fisicamente e mentalmente, ha iniziato a consultare diversi dietologi per cercare di risolvere i suoi problemi: "La prima cosa che ti chiedono di fare quando hai dei disturbi alimentari è quella di tenere un "diario alimentare" dove appuntare tutto quello che mangi, credo sia un passaggio comune per molti - racconta la 36enne - Io nella mia vita ne ho iniziati davvero tanti di quei diari dove spesso, lo ammetto, ho barato, tanto nessuno poteva vedermi".

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Poi, un giorno, la svolta. Quattro anni fa Anna decide di reagire e di aprire un blog incentrato proprio sul suo "nemico numero uno": il cibo. "Possiamo dire che questo mio progetto è la conseguenza di tutt’altro che l’amore, tanto che all'inizio si chiamava "Diet? No, thanks" - ironizza la foodblogger - Ho iniziato questo progetto/viaggio proprio per poter affrontare questo mio limite. L'idea di aprire una pagina pubblica, una sorta di diario alimentare ma questa volta dove tutti potevano guardarmi a tavola, era la forza che mi spingeva a pensare che non avrei più barato. In fondo poi, nel mentire, facevo del male solo a me. L'ho iniziato come sfida, una sfida che ad oggi mi vede vincitrice con almeno una novantina di città "mangiate", piatti condivisi e nessuna tragedia consumata".

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Oggi il blog di Anna, "To the Roots", vanta oltre 11mila followers su Facebook e 13.500 su Instagram. "Il nome, 'Ritorno alle origini', è una visione ampia di quello che vorrei accadesse non solo in campo di materie prime, ma anche di approccio alimentare - spiega la blogger - Odio lo spreco, specialmente se si tratta di cibo. Questo viaggio non è solo mirato alla ricerca di piatti e tradizioni dimenticate, ma soprattutto di quell’approccio rispettoso che i nostri nonni avevano con quel poco che potevano permettersi". Una delle sezioni più interessanti del blog si chiama 'Portami a pranzo nella tua città': "E’ un gioco bellissimo che mi ha portato a condividere la tavola con sconosciuti in ogni Regione - racconta Anna - E’ stata una richiesta di aiuto che ho rivolto a tutta Italia, nel vero senso della parola: un paio di anni fa ho infatti avuto la possibilità di presentare questo mio progetto su Radio DeeJay, e ammetto di aver avuto un gran riscontro. Ho così iniziato il mio viaggio andando a trovare le persone che mi avevano contattata e mi sono lasciata guidare da loro a tavola. Mentre viaggiavo, intanto stringevo contatti per eventuali tappe successive. Poi amici, parenti e conoscenti ammetto che sono stati fondamentali per arrivare anche in quelle destinazioni impossibili". E le "roots", le radici, tornano sempre nelle ricerche culinarie della blogger: "Mi piace chi azzarda, mi piace chi conosce la materia prima e quindi è cosciente di quello che sta facendo e non si fa trasportare da una moda, mi piace chi conosce le 'radici' ma non si ferma a riproporre il bel compitino, sperimentando invece qualcosa di nuovo".

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Anche se Anna ama cucinare - di recente ha anche preparato la tradizionale "sfoja lorda" insieme alla ex vincitrice di masterchef Erica Liverani - a casa preferisce lasciare "il mattarello" al suo fidanzato: "E' il mio ragazzo che si occupa di pensare a entrambi, e non è una cosa così scontata considerando che prima di lui nessuno, e dico nessuno, neppure mia mamma è mai stata libera di cucinare per me, se non sotto mie rigide indicazioni - spiega la ravennate - Lui senza neppure accorgersene, senza neppure saperlo è riuscito a superare una barriera che fino a oggi nessuno aveva mai varcato. Cucina per due e io non mi preoccupo di pesare più nulla - c’è stato un periodo in cui pesavo anche la verdura - ma mi limito a sedermi a tavola e mangiare. E’ stato un traguardo bellissimo, è uno tra i momenti più intimi di casa".

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Ora Anna guarda al futuro senza più paura: "Lavoro come impiegata amministrativa e ho sempre fatto la barista come secondo lavoro. Quest'anno, però, ho deciso di abbandonare il bancone per concentrarmi di più nel cercare di monetizzare con il mio blog. Un’idea che quando ho iniziato il progetto non avevo neppure preso in considerazione, ma che attualmente sta diventando il 'finale da sogno': cercare di far diventare questo mio viaggio un vero e proprio lavoro. Proprio in questi giorni ho messo le basi per una collaborazione con due fotografi ravennati, Cristina Bagnara e Andrea Fiumana. Abbiamo in mente molte idee, prima fra tutte far diventare quello che ho provato e assaggiato in questi anni una guida che possa indirizzare le persone sui locali e le tipicità da provare in base a quello che si sta cercando".

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Ti consiglio un menù

Tra le sezioni del blog di Anna c'è anche "Ti consiglio un menù", in cui la foodblogger consiglia i piatti migliori città per città. Non poteva mancare naturalmente la sua Ravenna: "Per colazione vi propongo subito un bel pieno di zuccheri a base di pesche e/o "zucaren", ovviamente accompagnati da un buon caffè. A pranzo vi porterei in un chiosco di piadina, che solitamente sono posizionati vicino alle strade e colorati di bianco e verde. Credo che sia davvero tipico e caratteristico fermarsi a mangiare una piadina in uno di questi e la scelta dovrebbe ricadere su una piada con crudo, squacquerone e rucola. Nel caso il pranzo lo vogliate fare veloce ma a base di pesce, potete cercare qualcosa nella zone di mare e optare magari per un fritto al cartoccio o assaggiare la nostra cozza dell'Adriatico. Vi faccio mangiare poco a pranzo per darvi il modo di non appesantirvi e di godervi una passeggiata per Ravenna, che - sono consapevole di essere di parte nel dirlo - ma è semplicemente una città bellissima. Dopo un pranzo leggero e una bella passeggiata, siete pronti per una vera cena romagnola. Se per pranzo non avete assaggiato la piadina, l'antipasto per cena sarà obbligatoriamente a base di piadina, affettati, formaggi e scalogno di Romagna. I veri protagonisti in un menù romagnolo rimangono però senza dubbio i primi piatti: cappelletti in brodo al ragù, "spoja lorda" (la classica è in brodo, ma anche la versione estiva come quella proposta da Erica Liverani è da provare), tagliatelle al ragù o magari l'opzione agli asparagi se ovviamente sono di stagione, "curzul" con scalogno e pancetta. I secondi piatti sono prevalentemente a base di carne alla brace: il castrato è una delle specialità. E' comunque molto comune nella nostra zona usare la cotture alla brace, quindi il mio consiglio potrebbe essere quello di provare una grigliata mista. Per il vino non ci sono dubbi: per me in Romagna è rosso e si chiama Sangiovese. Se invece volete bere vino bianco potete scegliere un Trebbiano. Arriviamo così ai dolci, dove la ciambella nel vino è un classico a cui non si può non sottostare. Più recente invece è la torta Teodora, un ovvio omaggio all'imperatrice, magari mangiata accompagnata da un buon bicchiere di Albana dolce. Se volete invece una golosità al cucchiaio, la scelta è obbligatoria tra la zuppa inglese e il latte brulè.

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