Si ricordano le vittime della Mecnavi: "Investire sulla sicurezza per evitare altre stragi"

Triste coincidenza: proprio mercoledì, in occasione del 32esimo anniversario della tragedia, si è verificato un incidente al porto di Ravenna, in cui tuttavia non si sono registrati feriti

"Il lavoro serve a vivere, a dare dignità e non può essere causa di morte". Con la deposizione di due corone da parte del Comune di Ravenna e dei sindacati Cgil, Cisl e Uil alla lapide posta lungo lo scalone del municipio, si è aperta mercoledì mattina la cerimonia che ogni anno ricorda le vittime della strage della Mecnavi, avvenuta il 13 marzo del 1987, che si consumò a bordo della motonave gasiera Elisabetta Montanari, nei cantieri del porto di Ravenna, e che costò la vita a 13 lavoratori rimasti asfissiati. Come ogni anno, i caduti sono stati ricordati con una cerimonia commemorativa in piazza del Popolo con gli interventi del vicesindaco di Ravenna Eugenio Fusignani, del sindaco di Bertinoro Gabriele Antonio Fratto (cinque vittime erano bertinoresi) e il segretario generale Cisl Romagna Francesco Marinelli a nome delle tre confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. Erano presenti per la Provincia di Ravenna Daniele Perini, rappresentanti delle autorità civili e militari e molti cittadini. Triste coincidenza: proprio mercoledì si è verificato un incidente al porto di Ravenna, in cui tuttavia non si sono registrati feriti.

"Sono passati 32 anni, ma Ravenna non dimentica - spiega il sindaco Michele de Pascale - Era il 13 marzo 1987: nella stiva della gasiera Elisabetta Montanari, all’interno del cantiere Mecnavi, all’epoca il più grande cantiere privato dell’Adriatico, persero la vita 13 lavoratori. Filippo Argnani, Marcello Cacciatori, Alessandro Centioni, Gianni Cortini, Massimo Foschi, Marco Gaudenzi, Domenico Lapolla, Mosad Mohamed, Vincenzo Padua, Onofrio Piegari, Massimo Romeo, Antonio Sansovini e Paolo Seconi. A provocare il disastro fu la scintilla di una fiamma ossidrica: da lì un incendio e lo sviluppo di ossido di carbonio e acido cianidrico. I lavoratori morirono asfissiati al termine di una lunga agonia. L’inchiesta mise in luce l’assenza di estintori, la mancanza di vie di fuga, la vetustà della nave cisterna, le dure condizioni di lavoro degli operai, la disorganizzazione del cantiere. Il giorno dei funerali monsignor Ersilio Tonini, allora arcivescovo della città, parlò di “uomini ridotti a topi” e di “disumana umiliazione” delle condizioni di lavoro. Un drammatico evento che scosse Ravenna e l'Italia intera. Un dolore enorme che non è passato senza lasciare significati. La memoria di ciò che accadde non deve servire soltanto a muovere la nostra compassione, ma anche come monito quotidiano per il presente e il futuro. Perché al giorno d’oggi non è più in nessun modo tollerabile morire di lavoro. Tutti noi dobbiamo impegnarci di più per promuovere, diffondere e potenziare la sicurezza sul lavoro senza mai abbassare la guardia perché una strage come quella della Mecnavi non si ripeta mai più".

“Oggi è la giornata del ricordo e della commozione – ha detto Fusignani - È un dovere morale rinnovare la memoria di quel tragico evento non solo per muovere la nostra compassione, ma anche per spingere le nostre coscienze a lavorare perché questi fatti non accadano più. Quella tragedia ha provocato un dolore profondo nella nostra comunità, caricandoci di nuove e più incalzanti responsabilità. In quei giorni è partito il nostro impegno comune di istituzioni, sindacati e associazioni per rendere il lavoro sempre più sicuro. Leggi e regole, controlli, formazione e cultura della sicurezza sono i pilastri del nostro impegno. Oggi più che mai stiamo vivendo una crisi di rappresentanza delle istituzioni, dei partiti che coinvolge anche le stesse organizzazioni sindacali. Questo rapporto di fiducia va ricostruito con pazienza, correggendo gli errori che abbiamo fatto. Una cosa però non la dobbiamo dimenticare: dove non ci sono i sindacati, la tutela dei lavoratori è a rischio. Purtroppo ancora si verificano infortuni sul lavoro: voglio ricordare la persona deceduta poco più di una settimana fa sulla piattaforma Barbara F. La prevenzione deve rimanere l’obiettivo principale e l’errore umano non deve essere un alibi. Così come la competitività non deve essere ricercata a scapito della sicurezza dei lavoratori. Oggi deve essere solo la giornata del ricordo e dell’impegno: dunque non può essere questa l’occasione per polemiche con il governo e con la maggioranza che lo sostiene. Tuttavia non si può sorvolare sul fatto che il nostro governo, non sostenendo lo sviluppo attraverso i mancati investimenti sulle infrastrutture necessarie al nostro paese e al rilancio dell’economia e, soprattutto, con impostazioni che mettano in crisi settori strategici del nostro sistema, come l’oil & gas e quello dell’energia, determinano condizioni che creeranno nuova povertà, aumentando la disoccupazione e, dunque, gettando le basi per un potenziale aumento del lavoro nero che, di suo, è già fuori da ogni controllo sulle più elementari condizioni di sicurezza”.

"Mi pongo ogni anno una riflessione: quanto è importante la nostra vita? Quanto è fragile? - commenta il sindaco Fratto - Anche in queste ore, insieme ai ragazzi delle nostre scuole medie, abbiamo ragionato moltissimo attorno a queste domande e con grande attenzione hanno ascoltato tutti gli interventi proposti dai maestri del lavoro, i rappresentanti sindacali e Inail. Il video che mostriamo loro, ancora oggi estremamente toccante, fa emozionare anche me che rivedo in queste ore negli occhi dei genitori, fratelli, amici lo strazio di quei momenti, ancora nitido dopo 32 anni. La vita viene prima di tutto, a lavoro, con gli amici, in qualsiasi cosa noi facciamo... la vita prima di tutto, sempre!".

La commemorazione del 32esimo anniversario della Mecnavi prosegue giovedì 14 marzo. All’hotel Cube di via Luigi Masotti 2, dalle 8.30 alle 13, si svolgerà il seminario formativo “Lavoro e violenza. Riflessioni per la prevenzione. Quale ruolo per RLS-RLST-RLS di Sito (PRP 2015-2019)”. L'apertura dei lavori sarà affidata a Andrea Marchetti (organizzazioni sindacali Servizio informativo rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza della provincia di Ravenna – Sirs). Si procederà con i contributi di Marco Broccoli, dell’unità operativa Prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro dell’Ausl Romagna, su “Origine e forme della violenza nel lavoro e indicazioni per la prevenzione”; Federico Ricci, dell’ Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, su “La gestione delle relazioni problematiche e dei comportamenti violenti nel lavoro di cura”; Stefano Grandi, collaboratore Sirs Emilia-Romagna, su “Aspetti organizzativi per la prevenzione della violenza e delle aggressioni in ambito sanitario”; Carlo Sama, organizzazioni sindacali Sirs Ravenna, su “Il ruolo del RLS in percorsi di prevenzione in specifici comparti”. Chiuderà i lavori Franco Garofalo (organizzazioni sindacali Sirs Ravenna). Le iniziative sono promosse da Cgil, Cisl, Uil, Comuni di Ravenna e Bertinoro, Provincia e Ausl Romagna nell’ambito dei progetti “Piani per la salute provincia di Ravenna”. In particolare il seminario formativo è promosso da Servizio informativo rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza della provincia di Ravenna e Servizio informativo rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza Emilia-Romagna con il patrocinio del Comune.

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