Treni in ritardo tra coincidenze mancate e biglietti "sbagliati": l'odissea del ct della Nazionale di ciclismo

Davide Cassani, ex ciclista professionista faentino e attualmente ct della Nazionale italiana maschile élite di ciclismo, è stato l'ennesima "vittima" dei ritardi sui binari e ha voluto "sfogarsi" pubblicando la sua disavventura

Chiunque sia abituato, per lavoro, studio o amore a utilizzare i treni per spostarsi sa benissimo quanto possa essere frustrante. Ritardi frequenti, guasti, scioperi, interruzioni di linea: tutte cose che possono allungare i tempi di percorrenza anche di ore, facendo perdere tempo prezioso in attese interminabili sotto il sole cocente d'estate o al freddo d'inverno.

Davide Cassani, ex ciclista professionista faentino e attualmente ct della Nazionale italiana maschile élite di ciclismo, è stato l'ennesima "vittima" dei ritardi sui binari e ha voluto "sfogarsi" pubblicando la sua disavventura sulla sua pagina Facebook. "Sono partito lunedì da Faenza per raggiungere Roma. Meglio il treno mi sono detto, arrivo prima - scrive Cassani - Raggiunta la stazione mi rendo conto che, forse, le mie previsioni erano un po’ troppo ottimistiche: il regionale ha 30 minuti di ritardo e quindi addio coincidenza. Vado a chiedere informazioni e una gentilissima addetta al servizio di biglietteria mi consiglia di prendere il treno delle 16.45 con arrivo a Bologna alle 17.20. Perfetto. Perfetto un corno, alla stazione arrivo con 10 minuti di ritardo. Scendo e mi metto a correre come un forsennato, mi butto giù alle prima rampe di scale, svolto a destra e riesco a percorrere i 40 metri di corridoio in 8 secondi e due decimi e giù ancora per una doppia scala mobile. Butto un occhio sul display del binario 19, riesco a leggere la scritta “in partenza”. Il problema è che ho un’altra scalinata che percorro facendo tre scalini alla volta a dispetto delle mie gambe che non sono poi tanto lunghe.  Allora, solitamente i treni delle ferrovie dello stato non sono quasi mai in orario: l’unico che è partito al secondo, negli ultimi 13 anni, è stato quello che dovevo prendere io. L’ho visto partire, andava talmente piano che se ci fossero state le porte manuali di una volta avrei potuto aprirne una e salirci sopra. Pazienza. Ritorno su, cambio il biglietto e mi infilo al binario 7 dove, dopo 25 minuti e con 5 minuti di ritardo parte un altro Frecciarossa per Roma. In tasca ho il biglietto di ritorno che mi permette di tornare a Bologna alle 18.30".

"Storia di oggi - continua lo sportivo - Che bello, ho finito prima ed Enrico riesce a scaricarmi in stazione Termini alle 16.40 giusto in tempo per prendere il treno delle 16.45. Non riesco a passare alla biglietteria: e dire che avrei avuto anche il tempo, ma sul display non c’era scritto che il mio treno aveva qualche minuto di ritardo. Biglietto prego. Al controllore dico che ho anticipato il viaggio e lui, dopo aver controllato l’orario, mi dice: “Sono 50 euro”. Ora sono a Bologna e naturalmente il treno era in ritardo, solo 23 minuti. In totale questo Bologna/ Roma mi è costato 111 euro. Ho sbagliato io e pago, ma penso che una multa di 50 euro per aver preso un treno un’ora e quarantacinque minuti prima sia un po’ troppo. Pazienza".

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