Ubriachi in stazione, abusivi e molestatori: emessi i primi sei Daspo urbani. "Presto il provvedimento verrà esteso"

Il prossimo passo consiste nell'emanazione di un regolamento di Polizia urbana tramite cui si potrà estendere la sfera di operatività anche in aree di interesse turistico, obiettivi sensibili, ospedali e scuole

Foto Massimo Argnani

Parola d'ordine: prevenzione. E sulla prevenzione la nostra città, secondo le parole della dirigente della divisione anticrimine della Questura Fiorenza Grazia Maffei, può insegnare molto a tutta Italia. E' così che nell'ultimo periodo il Questore della Provincia Rosario Eugenio Russo ha emesso i primi sei provvedimenti di Daspo urbano, introdotto dal cosiddetto decreto Minniti convertito nella legge 48 del 2017. Le misure sono scaturite dall’intensa attività sul territorio della Polizia Municipale e dagli accertamenti svolti dalla Divisione Anticrimine della Questura.

Il primo daspo urbano della provincia è stato emesso a dicembre nei confronti di un 46enne marocchino, trovato per due volte in stato d'ebbrezza in zona Speyer. A quello ne sono seguiti altri cinque. Gli ordini di allontanamento di 48 ore emessi dalla Municipale da quanto è entrato in vigore il decreto (e quindi nell'ultimo anno), in realtà, sono ben 22: solo in sei casi, tuttavia, la condotta è stata reiterata (condizione necessaria per l'emissione del daspo urbano). Si tratta di sei persone straniere - provenienti da Marocco, Romania, Ungheria, Congo e Afghanistan - già note alle forze dell'ordine per vari tipi di reato per le quali il Questore della provincia di Ravenna Rosario Eugenio Russo ha appunto firmato il daspo urbano, che prevede l'allontanamento fino a sei mesi da determinate zone urbane. Di queste sei, solo una è stata trovata nuovamente nel luogo dal quale era stata allontanata, ricevendo così una denuncia da parte della Municipale. Per i 22 casi complessivi si tratta prevalentemente di ubriachi molesti e di persone che mettono in pratica atti contrari alla pubblica decenza, ma ci sono stati anche un paio di venditori abusivi in zona stazione; in un caso è stato allontanato un italiano che stava orinando contro i muri della scuola, in un altro uno straniero che, di notte, è stato trovato espletare i suoi bisogni nei giardini Speyer, e ancora un uomo trovato ubriaco a torso nudo che ballava sotto la banchina dell'autobus, impedendo ai cittadini di sedersi in attesa del mezzo pubblico.

Come funziona il daspo urbano

Il Decreto Legge n.14 del 20 febbraio 2017, convertito nella legge n.14/2017, ha introdotto questa nuova “misura di prevenzione” in base alla quale il Questore può disporre, per un periodo da 6 mesi a due anni, un vero e proprio "divieto di accesso" nelle aree relative alle infrastrutture del trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano nei confronti di coloro che impediscono "la libera accessibilità o la fruizione" di dette aree che ne violano i regolamenti interni o che vengono trovati in stato di ubriachezza, che compiono atti contrari alla pubblica decenza o esercitano abusivamente l'attività di commerciante o di posteggiatore. L’emissione del provvedimento del Questore è prevista, però, solo nel caso di reiterazione delle condotte incriminate e solo qualora il soggetto possa essere ritenuto pericoloso per la sicurezza pubblica.

Con il decreto Minniti, dunque, si cerca di tutelare il decoro e la sicurezza urbana e il patrimonio cittadino. La legge, al momento, consente alle forze dell'ordine di operare unicamente nelle aree pertinenti al trasporto pubblico (come pensiline degli autobus, stazione e porto). Tuttavia il prossimo passo, secondo quanto spiegato dal Comandante della Polizia municipale Andrea Giacomini, consiste nell'emanazione di un regolamento di Polizia urbana (che dovrà passare dal Consiglio comunale a breve) tramite cui si potrà estendere la sfera di operatività anche in aree di interesse turistico (come monumenti e siti Unesco), obiettivi sensibili, ospedali e scuole, ma anche spiagge e lidi (dove la Municipale spesso rileva venditori abusivi). A livello nazionale non c'e ancora giurisprudenza in merito, essendo un provvedimento molto recente mai affrontato fino a oggi dal Tar: a Ravenna non sono stati ancora presentati ricorsi nei sei casi citati. Il daspo, inoltre, può arrivare fino a due anni se il soggetto in questione ha subito delle condanne, confermate almeno in appello, per reati contro la persona (casi del genere non si sono ancora verificati a Ravenna).

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