Negli ultimi mesi l'Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha notevolmente ampliato il proprio impegno e la propria attività al fine di rendere il territorio un'area moderna, attrattiva e dotata di servizi di qualità per i cittadini e le imprese. Per questo motivo, si è ritenuto utile avere un riscontro oggettivo sulla percezione che i cittadini hanno dell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna e parallelamente intervistare anche tutti i dipendenti di Unione e Comuni per confrontare le opinioni su alcuni aspetti e rilevare il grado di soddisfazione rispetto al proprio lavoro alla luce delle trasformazioni organizzative interne.
I CITTADINI
Dal 15 al 20 febbraio 2012 è stata svolta una rilevazione tramite interviste telefoniche ad un campione di oltre 700 persone, rappresentativo della popolazione dei 9 comuni dell'Unione. Intervista che ha analizzato alcune variabili fondamentali: l'immagine della Bassa Romagna intesa come territorio diffuso, l'Unione come ente istituzionale e l'efficacia della comunicazione tra enti e cittadini.
L'immagine
I risultati dell'indagine evidenziano una considerazione positiva della Bassa Romagna intesa come senso di appartenenza al territorio, all'economia e ai servizi. La maggior parte degli intervistati (63,5%) descrive la Bassa Romagna come un territorio “forte” e si dichiara contenta di appartenere a questo ambito territoriale, con voto medio di 8 su una scala da 1 a 10. Molto favorevole (75,4%) il parere dei giovani in età compresa tra i 18 e i 29 anni.
Tra le cose più apprezzate troviamo l'ambiente (11,2%), la vivibilità (8,9 %), i servizi (7,1 %) e la gente (22,4%).
L'Unione dei Comuni della Bassa Romagna come Istituzione
La parte dell'indagine dedicata alla conoscenza che i cittadini hanno dell'Unione dei Comuni, al grado di condivisione e alla valutazione delle azioni che tale cooperazione istituzionale ha messo in atto, ha evidenziato un alto indice di conoscenza. Infatti 82,3% dei cittadini sa che i comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda e Sant'Agata sul Santerno hanno costituito dal 2008 l'Unione. Per quanto riguarda i servizi, oltre il 76% della popolazione sa quali sono i principali gestiti dall'Unione (Commercio, P.M., Servizi educativi, ecc..). L'Unione dei Comuni inoltre è stata valutata positivamente quale modalità per migliorare la qualità dei servizi; questa affermazione, in una scala da 1-10 ha ottenuto tra 8 e 10 dal 45,1% del campione, mentre la media complessiva di voto è pari a 7. Ma l'Unione è vista soprattutto (51% del campione) come un modo per ridurre i costi dei servizi evidenziando quindi che sono gli aspetti funzionali quelli che vengono maggiormente apprezzati dalla popolazione.
Dunque l'immagine complessiva dell'Unione dei Comuni appare positiva, sia per la valutazione dei servizi, sia per l'idea stessa di Unione dei Comuni che richiama aspetti di razionalizzazione dei costi e mantenimento della qualità.
Per quanto riguarda la fiducia nella pubblica amministrazione locale (Comuni e Unione), pur raggiungendo la piena sufficienza (voto medio 6,5) non mancano gli aspetti critici: il 21,8% del campione si dichiara non completamente soddisfatto della sua relazione con le istituzioni, evidenziando che non mancano i margini di intervento per migliorare la qualità dei servizi erogati.
I DIPENDENTI
Nel mese di maggio è stato poi somministrato un questionario anche ai 670 dipendenti di Unione e Comuni volto a recepire il punto di vista, le osservazioni ed il grado di soddisfazione di coloro che quotidianamente sono impegnati in questo importante progetto di riorganizzazione del rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione.
In questo caso l'indagine ha preso in considerazione l'intero universo di riferimento, con il rientro di 447 questionari compilati, pari a circa il 67% dei dipendenti. La prima parte dell'intervista era sovrapponibile con le domande poste ai cittadini con l'obiettivo di confrontare le percezioni rispetto all'Unione e alla qualità dei servizi. Gli assi principali sui quali
si è articolata la ricerca riguardano le seguenti aree: Istituzionale, Ente per il quale lavora, il proprio lavoro.
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Area istituzionale
Il primo gruppo di domande agli intervistati hanno riguardato una valutazione della caratteristica principale dell’Unione dei Comuni come nuova istituzione nello scenario locale per la gestione di alcuni servizi. Anche i dipendenti hanno attribuito all'Unione dei Comuni la funzione principale di ridurre i costi dei servizi (media voto 6,2), un modo per migliorare la qualità dei servizi (media voto 5,1), che però allo stesso tempo non è ritenuto un elemento di complicazione nel rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione (media voto 5,5). Risulta dunque che complessivamente i dipendenti valutano positivamente questo nuovo livello istituzionale soprattutto per quanto riguarda aspetti di efficienza e razionalizzazione della spesa. Tale aspetto è sottolineato anche dal fatto che l'Unione è considerata, insieme al Comune, il livello istituzionale più adatto a concorrere a obiettivi di promozione del territorio, sostegno all'economia locale e miglioramento complessivo della pubblica amministrazione locale, più di quanto non lo sia la Provincia di Ravenna.
Un dato significativo si rileva nel confronto delle percezioni sulla qualità dei servizi trasferiti all'Unione, nello specifico i dipendenti dimostrano un atteggiamento decisamente più critico rispetto ai cittadini e una percentuale molto elevata di coloro che rispondono di non sapere valutare l'effettiva qualità dei servizi.
L'ente per il quale lavora
Nel definire l'ente per il quale lavorano i dipendenti hanno utilizzato una vasta gamma di aggettivi che si caratterizzano come molto positivi e sfidanti o come molto negativi e opprimenti. Si evidenzia una sostanziale alternanza di valutazioni positive e negative, con percentuali tra loro simili.
Elemento di criticità è stato individuato nella comunicazione interna tra servizi e aree organizzative con una media di voto di 4,9, mentre migliore appare la percezione di quella esterna, anche se non sufficiente (media voto 5,9).
Le domande che si riferivano all'investimento nel proprio lavoro ottengono però una percentuale molto elevata di giudizi positivi, con il 68,4% che attribuisce un voto tra 7 e 10 alla propria voglia di fare.
Il proprio lavoro
Rispetto al valore attribuito al proprio lavoro risulta che al primo posto vi è una necessità di tipo economico, media voto 8,1, valore che in questi ultimi anni ha visto rafforzare la propria caratteristica di bisogno di primaria importanza. A seguire troviamo l’affermazione di fare qualcosa in qui credo con voto medio 7,5 che supera quindi la realizzazione di quello per cui sono portato con media voto 6,9, a prova che negli enti pubblici locali è elevata la consapevolezza di agire al servizio della comunità.
Analizzando i microfattori che compongono il lavoro i dipendenti hanno attribuito maggiore soddisfazione agli aspetti pratici, legati alla sicurezza economica e lavorativa, a seguire gli aspetti operativi di autonomia e di relazione con i superiori, oltre al riconoscimento del proprio lavoro da parte dei cittadini. Ottengono voti bassi gli aspetti legati al coinvolgimento su progetti e obiettivi e su aggiornamento e formazione. Ma l'elemento di maggiore criticità è evidenziato nella scarsa valorizzazione delle professionalità e nel riconoscimento del merito individuale.
In tutta l'indagine si evidenzia una sostanziale coerenza di risposte per quanto riguarda alcune variabili socio economiche del campione. Coloro che sono maggiormente insoddisfatti sono i giovani sotto i 34 anni così come chi ha fino a 44 anni; le categorie giuridiche più basse e coloro che hanno maturato fino a 15 anni di lavoro. I dipendenti dei Comuni sono più insoddisfatti degli aspetti del lavoro, rispetto a coloro che lavorano nell'Unione o in entrambi gli enti.
Rilevando anche l'importanza che i dipendenti attribuiscono ai medesimi aspetti del loro lavoro è risultato ancora evidente lo scarto tra i livelli di soddisfazione e di importanza rispetto al riconoscimento del merito individuale, alla possibilità di crescere professionalmente e alla retribuzione, ovvero l'area della valorizzazione delle competenze, che rappresenta pertanto l'area sulla quale viene richiesta maggiore attenzione ed interventi di miglioramento.





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