Via libera al deposito di gas al Porto, Movimento 5 stelle: "Tanti interrogativi non risolti"

Martedì il progetto per un deposito di gas naturale liquefatto da 20mila metri cubi a Marina di Ravenna ha avuto il via libera definitivo dal Ministero dello Sviluppo Economico

Martedì il progetto per un deposito di gas naturale liquefatto da 20mila metri cubi a Marina di Ravenna ha avuto il via libera definitivo dal Ministero dello Sviluppo Economico. E puntualissimo arriva anche il commento dedi due candidati alle elezioni politiche per il Movimento 5 stelle, David Zanforlini (candidato alla Camera nel collegio uninominale Emilia-Romagna 3) e Alessandro Ruffilli (candidato al Senato nel collegio uninominale Emilia-Romagna 2).

"Ribadiamo quanto detto in questi mesi sull’argomento, sia a livello locale che dal gruppo consiliare regionale del Movimento 5 Stelle, che ha presentato diversi atti in merito, tra cui la richiesta di istituzione, ai sensi di legge, di una “inchiesta pubblica”, al fine di rendere il progetto
più chiaro e condiviso con i cittadini - spiegano i due candidati - Due incontri pubblici non sono certo bastati per chiarire le domande di tutti i ravennati, che dovranno imbattersi con le 17mila nuove autocisterne previste ogni anno a servizio del deposito, e restano senza risposta le preoccupazioni delle migliaia di residenti di Marina di Ravenna e Porto Corsini. Il deposito sarà contiguo ad un impianto a rischio di incidente rilevante e si aggiunge alle decine di impianti di questo tipo esistenti nel porto industriale; ma soprattutto risultano senza valutazione gli impatti di un incidente che potrebbe accadere durante la navigazione delle gasiere e delle bettoline a servizio del deposito. Da un'attenta analisi, la distanza delle navi cariche di Gnl in transito dalle abitazioni risulta pari a circa 60/70 metri dalle abitazioni più prossime al Candiano. I cittadini hanno raccolto firme, partecipato e chiesto spiegazioni, ma non hanno ricevuto alcuna risposta del perché sarà necessario costruire un impianto di stoccaggio di questo tipo proprio in quel punto, e così esporre a possibili rischi tuttora senza valutazione gli abitanti di Marina di Ravenna e Porto Corsini. Riteniamo che non sia questo il modo per rendere consapevoli e informati i cittadini dei progetti in corso, specialmente se di questa rilevanza e impatto sul territorio".

Popolo della Famiglia

Della stessa idea anche Stefano Gardini, candidato alle elezioni politiche con il Popolo della Famiglia: "Vogliamo risposte sui principali dubbi a tutt’oggi aperti: aumento del traffico su via Baiona senza nessun adeguamento della viabilità; adeguamento delle banchine nell’area, ad oggi ancora nebulosa e incerta sia nei piani che nei finanziamenti; un piano industriale al momento rimasto nei cassetti che ci dica quali sono le strategie e le previsioni di navi alimentate a gnl che vengano ad approvvigionarsi a Ravenna; l’aumento di rischiosità del traffico di bettoline e navi da trasporto del gnl nel Candiano visti anche i recenti incidenti, navi-container fanno pochi danni, uno scontro tra navi cariche di gnl o l’impatto contro una banchina potrebbero avere conseguenze drammatiche; il reale uso della centrale elettrica interna, la sua capacità produttiva e i suoi livelli di inquinamento".

Gruppo "Gnl ma sicuro"

I cittadini del gruppo "Gnl ma Sicuro" stanno continuando a studiare la documentazione "per capire come mai non siano stati presi in considerazione i rischi derivanti non tanto dall’impianto in quanto tale, ma dai possibili incidenti conseguenti alla movimentazione del prodotto via terra, lungo la via Baiona, e via acqua, lungo il Candiano. Gasiere e bettoline cariche di Gnl definite “bombe” in altri porti d’Italia dove sono stati proposti analoghi impianti, che circoleranno nell’angusto canale portuale a qualche decina di metri dalle case di civile abitazione e dalle scuole, andando ad interferire con i mezzi in transito per gli altri stabilimenti, molto spesso anche questi carichi di sostanze pericolose. Ricordiamo che la larghezza media del canale portuale nel tratto tra Porto Corsini e Marina di Ravenna di poco superiore ai 100 metri. Negli auspici del progetto di escavo dei fondali in dirittura d’arrivo con oltre 500 milioni di euro di investimenti previsti, le navi in transito potranno solo essere in aumento: siamo dunque di fronte ad una contraddizione in termini di efficienza e soprattutto di sicurezza che non potrà passare inosservata".

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