'Visioni di Eterno', San Vitale tra luci e magia. L'artista: "I grandi eventi vanno supportati"

Andrea Bernabini racconta il gran finale della rassegna di video e luci che ha toccato i monumenti Unesco. "Una grande risorsa per il futuro, ma basta con le polemiche sterili"

Otto anni e otto monumenti: una grande corsa quella di Visioni di Eterno, la rassegna di videomapping che iniziò a Galla Placidia e che nel feste di Natale 2018 si concluderà a pochi metri di distanza, sulla Basilica di San Vitale, chiudendo un cerchio di luce e di magia. Un evento che negli anni ha riscosso sempre più successo fino a diventare un appuntamento atteso e che, dal 21 dicembre, vedrà il suo atto finale.
Andrea Bernabini, l'artista e creative designer che ha dato vita alle Visioni di Eterno, racconta questi anni di fatiche ed emozioni.

Con San Vitale si completa il ciclo delle Visioni di Eterno. Come si sente ora che è giunto al compimento di un lungo percorso?

Le Visioni di Eterno sono nate da una mia idea nel 2010 con l'obiettivo di toccare tutti gli otto monumenti Unesco della città per valorizzarli. E per l'ultimo anno abbiamo tenuto San Vitale come ciliegina sulla torta. Sono estremamente soddisfatto del percorso. Io lavoro in tutto il mondo con le videoproiezioni, ma questo progetto ha una valenza molto più alta per me, perchè l'ho voluto per la mia città. La mia amata e odiata città. Un progetto esclusivamente culturale e artistico. Come tutte le cose che finiscono dispiace un po', ma sono contento di aver dato vita a questo progetto che ora spero continui con nuove idee e nuovi artisti.

Lei ha detto: città amata e odiata.

Ho un amore viscerale per la mia città. Non odio Ravenna, ma mi dispiace che mantenga un atteggiamento iperprovinciale quando si affrontano nuovi eventi che troppo spesso vengono visti come spine nel fianco. Nel mio progetto ho cercato di fare un'ode alla mia città. Tutti quanti dovremmo fare di tutto per valorizzare Ravenna, soprattutto quando ci sono iniziative che funzionano.

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Se potesse tornare indietro nel tempo c'è qualche aspetto che cambierebbe?

Personalmente no, perchè ho fatto tutto ciò che potevo. Certo, se ci fosse stata una maggiore comunicazione sarebbe stata gradita, ma sono comunque estremamente grato a tutte le amministrazioni che si sono susseguite. Queste sono iniziative che di solito si tengono in città più grandi per l'impatto economico, le strutture necessarie e la complessità del progetto. E tutte le amministrazioni che mi hanno accompagnato in questi anni hanno veramente creduto in questo progetto. Ravenna è piccola ma con un cuore enorme. E con otto monumenti Unesco.

Con quale monumento si è "divertito" di più?

San vitale è stato il più complicato di tutti, sia per le dimensioni che per la sua architettura. Per la prima volta abbiamo utilizzato un'azienda specializzata per scannerizzare tutta la facciata e organizzare un modello 3d efficace. Sono molto soddisfatto dello spettacolo e molto contento di tutto il mio staff. Insieme siamo riusciti negli anni a mantenere un amalgama di progetto e rappresentazione artistica. Sara Caliumi e Roberto Costantino per la realizzazione 3d, Davide Lavia per la musica, sono collaboratori eccezionali. Nell'ultima tappa ritrovo anche un'altra collaboratrice. A Galla Placidia partimmo con l'Ave Maria cantata da Luisa Cottifogli e quest'anno saremo a San Vitale con un Agnus Dei cantato da lei.
Però il monumento che mi ha divertito di più è il Mausoleo di Teodorico, per le sue caratteristiche: la sua dinamica data da un blocco unico, completamente bianco, e la sua posizione favorevole, in mezzo al grande parco. 

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In effetti, per gli spettatori il videomapping sul Mausoleo di Teodorico fu particolarmente comodo.

Certo, il parco forniva una platea naturale. E' importante questo tipo di lavoro perchè si arriva alla gente con messaggi importanti e con un sistema innovativo e molto legato al linguaggio giovanile. Dà la possibilità di avvicinare tante persone. Molti mi dicono: "grazie alle Visioni di Eterno abbiamo imparato ad amare i monumenti di Ravenna". 

Dunque le Visioni di Eterno si fermano qui?

Per ora il progetto e concluso. Io spero vada avanti il concetto. Il videomapping è uno spettacolo che attira migliaia di persone. Perciò l'importante è proseguire con questo tipo di progetti che portano grande beneficio alla città. A Chartres, per esempio, spendono milioni per il loro festival e c'è un ritorno pari a tre o quattro volte l'investimento. Ma tutta la politica deve supportare questo tipo di eventi, dando il tempo di stabilizzarli.

Spesso è stato suggerito un parallelo con il festival di luci di Chartres, un evento molto importante e di grande richiamo. Ravenna può puntare a realizzare una manifestazione di quella portata?

Sì assolutamente- Noi abbiamo molte più risorse monumentali rispetto a Chartres. Quindi con le potenzialità ci siamo, ma ci deve essere un'unione di forza di tutti gli attori coinvolti, sia evitando le polemiche sterili a livello politico, sia supportando la comunicazione e la realizzazione di questi progetti.

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