Voucher, agricoltori: "Serve uno strumento sostitutivo o si torna al nero"

Il presidente della Confederazione italiana agricoltori: "Continueremo a sostenere la necessità di trovare uno strumento che possa sostituire i voucher, particolarmente necessario per la tipologia di agricoltura del nostro territorio"

"Continueremo a sostenere la necessità di trovare una soluzione urgente, uno strumento che possa sostituire i  voucher, particolarmente necessario per la tipologia di agricoltura del nostro territorio". Queste le parole del presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltori) Ravenna, Danilo Misirocchi, a sostegno della nota espressa dal Presidente della Cia Emilia Romagna, Antonio Dosi. "La cancellazione dei voucher sta provocando conseguenze negative all'agricoltura, in particolare per le realtà produttive meno strutturate e con più difficoltà a gestire la programmazione di attività stagionali che richiedono flessibilità, come nel caso delle raccolte dell’ortofrutta che stanno partendo in diverse aree dell'Emilia Romagna, ravennate compreso". La Cia chiede al Governo di adottare un nuovo strumento che possa sostituire i vecchi voucher, anche in agricoltura, "settore per il quale erano nati e che, dati alla mano, ne ha fatto un uso pertinente ed appropriato".

"La mancanza di una norma - afferma Cia Emilia Romagna - rischia di riportare al nero una serie di lavori come quelli domestici ed i cosiddetti “lavoretti”, cosa che costituisce un danno per alcune fasce deboli della popolazione quali studenti, pensionati e percettori di prestazioni a sostegno del reddito". Che l’eliminazione totale dei voucher fosse una decisione non condivisibile e molto deludente era già stato sottolineato dalla Cia, "nonostante per l’agricoltura non costituissero un elemento essenziale, anche se di una discreta importanza per un certo numero di aziende", spiega il presidente Dosi.

"L'agricoltura, primo settore a sperimentare i voucher nel 2008, ha dimostrato sempre un uso corretto dello strumento, che non si poneva in contrapposizione con i rapporti di lavoro subordinato. E' dimostrato dai dati: dal 2008 al 2015 il settore ne ha utilizzati il 4,8% rispetto al totale di quelli venduti, con un calo drastico nell'ultimo anno, che si è attestato all'1,8%. Oggi – conclude il presidente Dosi – mentre si pensa di inserire nella manovra economica uno strumento sostitutivo, e a fronte di uno scontro che si sta riproponendo in termini quasi da 'guerra di religione', si segue l’intenzione di qualche sindacato e di qualche forza politica di far valere una specie di diritto di veto rispetto a tematiche che attengono il lavoro. Tutti insieme dobbiamo tornare a ragionare di lavoro, di strumenti e della loro utilità, discutendone nel merito e non con secondi fini".

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