Aperto lo zoo, gli animalisti raddoppiano le azioni legali

"Riteniamo lo zoo una cosa anacronistica, animali anche esotici che dovrebbero stare nel loro ambiente naturale e che invece si trovano rinchiusi nella pianura padana e a poca distanza dal chiasso di Mirabilandia", è l'incipit dell'avvocato Monaldi

Raddoppia l’azione legale delle associazioni ambientaliste contro lo zoo appena aperto nell’area di Mirabilandia, a Ravenna. Se da una parte, infatti, non mancano i turisti e i curiosi desiderosi di vedere la nuova attrazione turistica, con già circa 160 animali presenti sui 300 previsti e un’area da girare in stile safari di 32 ettari, dall’altra sono più che mai agguerrite sei associazioni animaliste che si sono appoggiate all’avvocato del foro di Forlì Paola Monaldi per bloccare l’attività.

Perché un’azione legale del genere? “Riteniamo lo zoo una cosa anacronistica, animali anche esotici che dovrebbero stare nel loro ambiente naturale e che invece si trovano rinchiusi nella pianura padana e a poca distanza dal chiasso di Mirabilandia”, è l’incipit dell’avvocato Monaldi, che ha preso in carico la causa “senza essere pagata, faccio qualcosa in cui credo”, specifica. A coadiuvarla, se così si può dire, è solo Lucrezia, la sua cagnetta di 12 anni. Ma gli zoo non sono in sé illegali, e l’avvocato Monaldi lo sa bene.

 

RICORSO IN TRIBUNALE. Nei primi giorni di maggio, quando l’apertura del nuovo zoo era a tiro (è avvenuta l’11 maggio) le associazioni animaliste Ravenna Punto a Capo, Occhio Verde, Comitato Bisantium, Animal Free, Cruelty Free attraverso l’avvocato Monaldi hanno presentato un ricorso urgente al Tribunale Civile di Ravenna (articolo 700) chiedendo al giudice un’ordinanza, un provvedimento civile, per impedire l’avvio delle attività. “Il ricorso si basa sul fatto tecnico che nelle autorizzazioni non è stato preso in considerazione l’impatto dello zoo sull’ambiente circostante, specialmente per i volatili, che non si possono restringere a meno che non si tagli loro le ali. E’ prima di tutto un questione sanitaria, in quanto ci potrebbe essere contaminazione di malattie tra questi volatili esotici e la fauna locale”. Il 15 maggio 2012 c’è stata l’udienza e il giudice civile Lacentra si è riservato la decisione.

 

RICORSO AL TAR. Ma non finisce qui. Assieme al ricorso al tribunale civile di Ravenna gli animalisti hanno scoccato una seconda freccia: la richiesta urgente di sospensiva dell’autorizzazione del Comune. Sospensiva che, tuttavia, molto probabilmente sarà discussa nell’udienza di merito, fissata per il 5 luglio. “Nel ricorso fatto al TAR dell’Emilia-Romagna viene impugnata la delibera che autorizza la struttura, in tutti gli aspetti specialmente quelli amministrativi ed urbanistici, ma non solo”, sempre l’avvocato.

 

DENUNCIA PENALE. Ma, indipendentemente da quel che accadrà, promette il legale degli animalisti, non finirà lì. In serbo, ma ancora non formalmente presentata, c’è anche una possibile denuncia per maltrattamenti di animali. “Il rinchiuderli lì dentro, in un’area chiassosa e inquinata, vicino alla statale e a Mirabilandia è già un maltrattamento”, sempre Monaldi. Insomma, a quanto pare la battaglia legale andrà avanti per un bel po’.

 

L’IDENTIKIT DELLO ZOO. Si chiama 'Le dune del Delta', e si trova adiacente all'area di Mirabilandia, nella zona della Standiana, sulla statale Adriatica tra Ravenna e Cervia. Si tratta di un'area di 32 ettari, dove gli animali non sono in gabbia - la formula è del safari - e sono visibili da chi entra con la propria auto o con un trenino disponibile. Attualmente sono presenti 160 animali, ma a regime saranno circa 300. Ci sono tutti i membri dell' "arca di noè", dalla zebra al bisonte, dalla giraffa al leone. E ancora tigri, fenicotteri e tanto altro. La struttura è aperta tutti i giorni fino ad ottobre con orario dalle 10 alle 17,30 (costo del biglietto 25 euro, più una serie di sconti e la gratuità ai bambini sotto il metro di altezza). La struttura prevede 28 programmi didattici per bambini e ragazzi di tutte le età ed anche per disabili. Le "Dune del Delta" tecnicamente è un parco botanico e zoologico, Vi lavorano 42 persone, che assieme all'indotto e al personale di cooperative esterne arriva a ben 70 lavoratori.

 

LA REPLICA. Alle polemiche degli animalisti aveva replicato il titolare Osvaldo Paci: "Da nove anni lavoriamo su questo progetto, con un investimento di 32 milioni di euro. In fase realizzativa siamo stati controllati da tre ministeri, 17 enti pubblici. Avremmo aperto tutto questo senza autorizzazioni, come dicono? Ho invitato le associazioni animaliste a visitare il parco, a vedere che non ci sono animali in gabbia, ma hanno rifiutato l'invito, forse perché sarebbero venute meno le motivazioni della polemica che hanno imbastito. Ma sono sicuro che alla fine la ragione preverrà".

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