Affitti brevi, Confartigianato: "Aderire alla richiesta di regole rivolta all'Europa"

L’iniziativa è scaturita in seguito al parere espresso dall’avvocato generale della Corte di Giustizia europea per il quale Airbnb dovrebbe essere considerato un fornitore di informazioni digitali

Le Amministrazioni di dieci città europee - Amsterdam, Barcellona, Berlino, Bordeaux, Bruxelles, Cracovia, Monaco, Parigi, Valencia e Vienna - hanno diffuso un comunicato congiunto al Parlamento europeo e alla Commissione UE per chiedere di poter regolamentare le piattaforme che pubblicizzano affitti brevi sul web, in modo da obbligarle a cooperare con le amministrazioni locali e nazionali e ottemperare alle normative in essere o ‘in fieri’ riguardo la registrazione, la messa a disposizione dei dati dei locatori e l’imposizione di eventuali obblighi fiscali.

L’iniziativa è scaturita in seguito al parere non vincolante espresso dall’avvocato generale della Corte di Giustizia europea per il quale, secondo i regolamenti e le direttive della UE, Airbnb dovrebbe essere considerato un fornitore di informazioni digitali piuttosto che un agente immobiliare tradizionale. Se questo status fosse riconosciuto dalla Corte, le piattaforme online per gli affitti brevi sarebbero sollevate dal dovere di ottemperare alle normative introdotte da varie città europee per regolamentare le locazioni brevi e contenere la gentrificazione turistica di interi quartieri e città. E’ notizia di questi giorni che anche Venezia e Firenze intendono affiancarsi a queste Città.

"Come Confartigianato, riteniamo sia opportuno che anche Ravenna, quarta Città d’Arte d’Italia, aderisca a questo fronte a favore della legalità - commenta il segretario provinciale Tiziano Samorè in una lettera inviata al sindaco Michele de Pascale e all'assessore al turismo Giacomo Costantini - Non si tratta di un'iniziativa 'contro' una piattaforma online, ma la constatazione che host turistici senza regole inficiano il concetto stesso di città: appartamenti sempre più dedicati esclusivamente all'affitto mordi-e-fuggi, aumento delle locazioni ed espulsione degli abitanti, trasformazione del tessuto commerciale esclusivamente ad uso turistico, concorrenza sleale nei confronti di b&b, r&b e alberghi. Chiediamo al Comune di Ravenna di voler attivare un percorso di adesione a questo gruppo di città e iniziare una valutazione economica e regolamentare rispetto a queste forme di attività non definite dalle normative in essere (comunicazioni TULPS, dati statistici ISTAT, versamento imposta di soggiorno, requisiti strutture e loro pubblicizzazione, etc.)".

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