Agricolura, allarme delle cooperative: "Imu è un peso troppo grave"

Confcooperative, Legacoop e Agci chiedono ai Comuni di collaborare: «I bilanci delle città non possono realizzarsi a danno delle imprese del settore agricolo»

Anche la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha compreso le difficili condizioni in cui versa il settore agricolo e pochi giorni fa ha approvato l'Ordine del Giorno in materia di applicazione dell'Imu alle aziende agricole. «Siamo sollevati dall'attenzione che è stata riservata al comparto agricolo - evidenziano i rappresentanti del Tavolo di Coordinamento delle Tre Centrali Cooperative della Provincia di Ravenna - . Il settore fatica sempre più a sopportare l’aumento inarrestabile dei costi e quest'imposta sui terreni agricoli e sui fabbricati rurali e rischia di diventare un peso troppo grave da sopportare per molte aziende del territorio.

Con questo provvedimento si ignorano due consolidati principi, l'uno tributario e l'altro economico. Varie sentenze negli anni hanno sancito che gli edifici rurali, in quanto strumentali all'attività agricola, sono già tassati allorquando vengono pagate le imposte (Irpef e Ici) sui terreni. L'introduzione dell'Imu sui fabbricati rurali rappresenta, quindi, una doppia tassazione iniqua.
Il documento della Conferenza tocca poi un secondo sostanziale argomento: «L'Imu va a colpire l'agricoltura in un suo punto debole, costituito dalla forte immobilizzazione di capitali a bassissima redditività; l'applicazione ai fabbricati rurali ad uso strumentale di un aliquota ridotta allo 0,2%, pur combinata con la facoltà riconosciuta ai comuni di ridurla dello 0,1%, produrrà comunque effetti devastanti (...); l'applicazione dell'Imu potrebbe accelerare il processo di dismissione del settore agricolo, che l'ultimo censimento ha fotografato in modo inequivocabilmente in declino». Risulta quindi evidente che spostare l'imposizione dal reddito al patrimonio, così come previsto dal decreto «Salva Italia», se genericamente è una azione condivisibile, rappresenta un grave danno per l'agricoltura quando attuato senza sostanziali correttivi all'intero sistema fiscale e contributivo del settore (visto che il patrimonio agricolo in questione è un generatore di reddito e lavoro e non di rendita).

Tra le richieste al Governo avanzate dalla Conferenza delle Regioni, cui si associa, all'unanimità, l'intero comparto agricolo, c'è quella di esentare dal pagamento i fabbricati rurali ad uso strumentale (o almeno ridurne gli oneri), rivedere il meccanismo di calcolo relativo ai terreni condotti dagli agricoltori e l'immediata apertura di un tavolo di confronto Governo-Regioni: «Non possiamo che essere assolutamente d'accordo con le Regioni - proseguono i rappresentanti ravennati di Confcooperative, Legacoop e Agci -. Chiediamo perciò di azzerare le aliquote, o ripensarle in modo più equo, e chiediamo soprattutto ai Comuni di continuare a considerare, in questa fase così critica, l'agricoltura un settore strategico per il mantenimento dell’occupazione.

Negli ultimi giorni si sono rincorse voci che non lasciano ben sperare: ci rendiamo perfettamente conto della crisi in cui versano le casse comunali anche della nostra provincia ma non possiamo accettare che la salvezza delle città debba realizzarsi a danno di un settore così importante per il nostro Paese. Occorre lavorare tutti insieme per trovare una soluzione che si ponga come un'alternativa più equa».

«Il Ministro Catania è consapevole del momento che sta attraversando il comparto agricolo - continuano i rappresentanti del Tavolo di coordinamento delle tre centrali cooperative della Provincia di Ravenna - e a lui chiediamo una maggiore attenzione del Governo. Quello che è grave è che parte dell'opinione pubblica e della politica non si rendano ancora conto della profondità di questa crisi per il settore. In realtà - concludono - la fotografia è oggi quella di imprese agricole che non guadagnano e che, in molti casi, addirittura sono impossibilitate a saldare le fatture dei mezzi utilizzati nell'ultima campagna. Auspichiamo che la medesima attenzione della suddetta Conferenza sia fatta propria da tutti i nostri Enti Locali, e sosteniamo il prezioso lavoro che sta facendo in questo senso il Tavolo Verde della Provincia di Ravenna in rappresentanza di tutto il mondo agricolo e cooperativo».


 

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