Cna e Confartigianato chiedono al Comune un "Patto per Ravenna"

"Chiediamo al Comune di darsi l'obiettivo di creare tutte quelle condizioni che oltre ad agevolare le aziende dian la sensazione tangibile che l'ente locale è "vicino""

Redazione 16 marzo 2012

Osservazioni di Confartigianato e Cna sul bilancio del Comune di Ravenna 2012.  “Chiediamo al Comune di darsi l’obiettivo di creare tutte quelle condizioni che oltre ad agevolare le aziende dian la sensazione tangibile che l’ente locale è “vicino” al mondo delle imprese. Per questo motivo occorre che la manovra di Bilancio 2012 sia accompagnata da un’incisiva azione che veda l’impegno di tutte le forse politiche rappresentate in consiglio comunale. Un’azione politica che ci piacerebbe fosse definita “UN PATTO PER RAVENNA””.

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Alcune proposte delle associazioni di catergoria: “La non applicazione dell’aliquota massima dell’IMU per i locali utilizzati dalle imprese. L’immobile per un’azienda un bene strumentale e va considerato alla pari di un’attrezzatura; non è pensabile che sia tassato come una seconda o terza casa. Vanno inoltre definiti correttivi che differenzino l’applicazione dell’IMU determinando agevolazioni a favore di quelle imprese che usano gli ammortizzatori sociali”.

“Proponiamo quindi all’Amministrazione un vero e proprio patto per mantenere coeso e competitivo il nostro territorio. Un patto dove ognuno deve fare la propria parte e contribuire a questa difficile situazione secondo le proprie possibilità.  Il mondo dell’artigianato e della piccole e media impresa ha sostenuto la nostra economia  fin da metà degli anni 90 dopo la crisi dei grandi gruppi seguendo la differenziazione dell’economia che rimane uno dei nostri punti di forza. Non ci siamo mai tirati indietro quando si è trattato del nostro territorio dove lavorano e vivono i nostri imprenditori.  Abbiamo in questi anni affiancato, proposto e sostenuto progetti con  la stessa Amministrazione contribuendo , a nostro avviso, alla crescita complessiva del territorio.Ora però è necessario un vero salto di qualità. In primis da parte della Pubblica Amministrazione, attraverso un’ulteriore razionalizzazione della propria organizzazione, dall’altra avendo il coraggio sia di agire su tutte le leve fiscali a disposizione per “fare” il bilancio, sia di contribuire con le proprie scelte a dare un supporto al sistema dell’impresa locale”.

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