Ecobonus e sconto in fattura: in provincia toccherà oltre 5200 imprese

Confartigianato: "Lo sconto in fattura, rispetto alla detrazione fiscale da ‘riscuotere’ nel corso degli anni, potrebbe essere un provvedimento assolutamente sensato ed efficace per favorire l’utenza"

Nel territorio della provincia di Ravenna sono oltre 5200 le imprese, dal singolo imprenditore a quelle più strutturate, che operano nel cosiddetto ‘comparto costruzioni’ e che potrebbero venire pesantemente condizionate dal provvedimento introdotto dall’articolo 10 del ‘Decreto Crescita’, cioè lo sconto in fattura di ecobonus e sismabonus.

"Lo sconto in fattura, rispetto alla detrazione fiscale da ‘riscuotere’ nel corso degli anni, potrebbe essere un provvedimento assolutamente sensato ed efficace per favorire l’utenza - spiegano da Confartigianato Ravenna - Purtroppo il metodo imposto dal Governo ne vanifica ogni possibilità di attuazione. In pratica, infatti, sono le imprese a dover anticipare lo sconto, dovendo però farsi carico di pagare i fornitori e i propri dipendenti. Ma questo ruolo, proprio in anni nei quali è notoria la difficoltà di accedere al credito per tutto il sistema imprenditoriale e soprattutto per le piccole e medie imprese, per molte aziende significa dover rinunciare ad acquisire lavori, causa l’impossibilità di finanziarli. Nel 2018, il dato provinciale per gli investimenti nel settore edile, impiantistico e serramentistico (escluso il sismabonus) ammonta a oltre 40 milioni di euro, con un investimento procapite di 103.7 euro che pone la provincia di Ravenna al secondo posto in Regione e che produce un risparmio, in termini di energia di 15.5 GWh/anno. Sempre nella nostra provincia, gli incentivi, per il 2018, hanno permesso un efficientamento di quasi 1200 impianti di riscaldamento, mentre gli interventi che hanno riguardato le pareti verticali ed orizzontali dei vari edifici hanno superato i 74.000 mq. e sono stati sostituiti infissi per oltre 24000mq. Questi risultati, estremamente positivi non solo in termini economici e occupazionali, ma anche a tutela dell’ambiente, vengono quindi messi in discussione da questo provvedimento del Governo, che Confartigianato sta da tempo cercando di far modificare mobilitandosi a tutti i livelli".

Confartigianato della provincia di Ravenna ha chiesto un incontro ai consiglieri regionali chiedendo loro un impegno concreto affinchè anche la Regione Emilia Romagna intervenga ufficialmente sul Governo per giungere a una modifica di questa norma. Nel corso dell’incontro svoltosi lunedì i Consiglieri Manuela Rontini e Gianni Bessi hanno detto di essere assolutamente d’accordo con la richiesta di Confartigianato. "Recentemente c’è stata un’audizione a Bologna – ha detto Bessi – e in Commissione Attività Produttive c’è stata unanimità per portare avanti una risoluzione per rivolgere questa richiesta al Governo". "Se nel 2018, in Italia, sono stati realizzati lavori per oltre un miliardo e cento milioni di euro – ha aggiunto Rontini – è ovvio che le aziende non possano farsi carico di anticipare un volume di crediti di tale dimensione. Questo provvedimento è da modificare perché mette a rischio questo successo".

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