Economia portuale a rischio: "Attiviamoci per evitare che venga messa in ginocchio"

Il consigliere Pd nel consiglio comunale di Ravenna Rudy Gatta non usa mezzi termini e punta il dito contro le conseguenze che ci sarebbero nel caso che i contenuti del dossier producessero un’azione dell’Unione europea

"Abbiamo chiesto al Sindaco di attivarsi con ogni mezzo, dalla Regione al Governo, per contrastare i possibili effetti del dossier nel quale la DG Competition, divisione della Commissione Ue che si occupa di concorrenza, accusa i nostri scali marittimi di non avere mai pagato le tasse su canoni di concessione e autorizzazioni all'esercizio di impresa portuale". Il consigliere Pd nel consiglio comunale di Ravenna Rudy Gatta non usa mezzi termini e punta il dito contro le conseguenze che ci sarebbero nel caso che i contenuti del dossier producessero un’azione dell’Unione europea, ribadendo quello che ha affermato in consiglio comunale, prendendo la parola per illustrare l’interrogazione firmata insieme ai colleghi Cinzia Valbonesi e Lorenzo Margotti.

"Sfruttiamo la prossima assemblea nazionale dell’Anci per sottoscrivere un documento nazionale delle città che ospitano porti e ribadire questa posizione a governo e UE - ha proposto Gatta - Il rischio è che venga aperta procedura d'infrazione da parte dell’UE: i porti italiani sarebbero letteralmente messi in ginocchio e ancora di più le imprese che operano negli scali marittimi, dai terminalisti, ai concessionari, agli operatori di manovra ferroviaria, all'armamento. Una condizione che taglierebbe le risorse per gli investimenti in infrastrutture con ricadute sulla competitività e la sicurezza del lavoro".

Il documento della Dg Competition accusa i porti di non avere mai pagato le tasse su canoni di concessione ed autorizzazioni all'esercizio di impresa portuale: seguendo questo ragionamento, le attività di riscossione dei canoni concessori sarebbero da intendersi quale attività economica soggetta a imposizione fiscale. "Ma le entrate da attività portuali – spiega Gatta – risultano meramente di natura tributaria e considerare l'attività di riscossione alla pari delle attività economiche di un'impresa privata costituisce un grave errore interpretativo". Il timore di Gatta è che se si imponesse alle Autorità dì Sistema Portuale di applicare canoni concessori e autorizzativi più alti, ciò causerebbe un danno enorme alle imprese che lavorano nei porti, con conseguenze fortemente negative sull’economia non solo dei territori portuali ma dell’intero Paese. "L’interpretazione che viene data nel dossier è un controsenso rispetto al ruolo dì regolazione e vigilanza che viene svolto dalle Autorità: vista la loro natura pubblica: sono un’articolazione amministrativa dello Stato e svolgono attività di riscossione canoni e diritti, con una governance interamente istituzionale, nominata da Governo ed enti locali".

Bessi: "Istituire aree portuali a burocrazia zero per agevolare le imprese"

Prosegue in Regione Emilia-Romagna l’iter del documento di economia e finanza regionale 2019, un provvedimento che delinea l’azione amministrativa regionale dei prossimi anni, che sarà approvato il prossimo 25 settembre in assemblea regionale. Al suo interno anche un obiettivo destinato a istituire le cosiddette “Zone Logistiche Semplificate” nelle aree portuali, approvato con un emendamento, proposto dal consigliere Gianni Bessi, relatore di maggioranza del Defr, che coglie un’opportunità prevista dalla Legge di Bilancio dello Stato 2018.

"L’emendamento, approvato ieri in Commissione Bilancio, prevede l’avvio dell’iter di istituzione della Zona Logistica Semplificata (ZLS) – spiega Bessi –. Si tratta dunque di istituire aree portuali in cui le imprese potranno beneficiare di alcune procedure semplificate, ovvero zone franche a burocrazia zero per l’attrazione di investimenti": Con questa iniziativa la Regione Emilia-Romagna propone una Zona Logistica Semplificata che avrà una durata di sette anni, rinnovabile per altri sette e sarà adottata su proposta del Ministero per la Coesione Territoriale in concerto con quello dei Trasporti.

"Questo indirizzo è stato raggiunto grazie al lavoro sinergico tra la Regione, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale e il Comune di Ravenna, che hanno ascoltato le esigenze del mondo portuale, delle associazioni di categoria e ordini professionali – conclude il consigliere –. Importante è stato il lavoro di costante promozione dell’International Propeller Club di Ravenna, che ha promosso il dialogo tra attori pubblici e privati attraverso iniziative e convegni sul territorio".

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