Edilizia e mafia, su 65mila imprese solo mille nella 'lista di merito': Ravenna maglia nera in Regione

Il "bollino nero" arriva dalla Cgil, che ha spulciato la lista delle aziende iscritte nel cosiddetto "elenco di merito", istituito dalla Regione nell'ambito di un protocollo per evitare infiltrazioni mafiose nei cantieri

Imprese emiliano-romagnole bocciate dalla Cgil sulla legalità. Il "bollino nero" arriva dal sindacato dopo che Franco Zavatti (che per la Cgil è membro del coordinamento Legalità e Sicurezza) ha spulciato la lista delle aziende edili iscritte nel cosiddetto "elenco di merito", istituito dalla Regione nell'estate del 2012 nell'ambito di un protocollo per evitare infiltrazioni mafiose nei cantieri del post terremoto. L'elenco è uno strumento volontario e non obbligatorio proposto alle imprese del settore delle costruzioni, fra i più esposti al rischio di pesanti irregolarità, per valorizzare le ditte in regola col lavoro, i contratti, la sicurezza nei cantieri, il fisco e la normativa antimafia.

Le adesioni tuttavia, rileva la Cgil, mostrano risultati "molto deludenti". Delle oltre 65.000 imprese del settore edile e delle costruzioni attive oggi in Regione, infatti, solo 1.089 si sono registrate nell'elenco di merito, con un aumento poco significativo rispetto al 2017, quando erano 965. E non è tutto, perchè tra le iscritte solo 543 sono le imprese con sede sul territorio regionale, mentre le restanti 546 hanno sede fuori dalla regione e in maggioranza dai territori del centro-sud Italia. A macchia di leopardo, infine, la distribuzione nelle province delle imprese nostrane iscritte all'elenco. Modena è il territorio piu' virtuoso con 184 realtà (il 33,8%), seguito da Bologna con 97 e da Reggio Emilia (epicentro secondo il processo Aemilia del radicamento della 'ndrangheta in Emilia) con 79 imprese. Nella parte bassa della classifica Ferrara (74 aziende), Rimini (11) e Ravenna, che "vanta" la maglia nera con solo 10 ditte aderenti all'albo regionale della correttezza.

Eppure, sottolinea Zavatti, l'elenco di merito "certamente non è 'burocrazia' in più, ma uno strumento utile e non oneroso per l'imprenditoria, che si lascia troppo nel cassetto e va perciò fortemente incentivato". Ad esempio "accrescendo i bandi per lavori pubblici con premialità, incentivi alle imprese che sono in elenco" e promuovendo "l'interesse e la sensibilità sull'utilizzo dello strumento delle associazioni datoriali, le casse edili, consulenti e professionisti che, a diverso titolo, interagiscono con tutte le ditte del settore, al fine di convincerle ad aderire". Insomma "essere nell'elenco di merito - conclude la Cgil - sarebbe proprio un punto di merito a sostegno della legalità, che invece è in crescente sofferenza nell'economia e nei cantieri". (fonte Dire)

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