Fondazione Flaminia, primo Bilancio sociale: in 30 anni investiti oltre 50 milioni per l'Università

Ammontano a oltre 50 milioni di euro, di cui 41.845.520 ricevuti dai soci, le risorse che Fondazione Flaminia ha, tra il 1989 e il 2018, complessivamente destinato all’insediamento universitario ravennate

Ammontano a oltre 50 milioni di euro, di cui 41.845.520 ricevuti dai soci, le risorse che Fondazione Flaminia ha, tra il 1989 e il 2018, complessivamente destinato all’insediamento universitario ravennate. I soci (32 nei trent’anni, 25 attualmente) che hanno maggiormente contribuito in questo arco temporale sono: Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna (14.281.735 euro), Comune di Ravenna (9.954.793 euro), Comune di Faenza (3.429.899 euro), Provincia di Ravenna (2.940.204 euro), C.C.I.A.A. di Ravenna (2.784.558 euro), Regione Emilia Romagna (2.483.383 euro), Fondazione del Monte (non più socia dal 2012, ma presente con contributi finalizzati a progetti specifici pari a 1.151.849 euro), Confindustria Romagna (1.146.128 euro). La cifra mobilitata da Flaminia nei suoi 30 anni è stata investita in tre principali settori di intervento: attività di supporto ai corsi, alle sedi e attività culturali; attività di supporto agli studenti; progettazione europea, supporto alla ricerca e all’innovazione tecnologica e sociale.

“Le significative risorse erogate negli anni dai soci o l’efficacia con cui le stesse sono state spese, così come ampiamente documentato in questo primo Bilancio sociale, sono elementi importanti, ma non sufficienti a spiegare la storia di Flaminia - commenta il presidente Lanfranco Gualtieri - C’è molto di più. C’è la capacità di acquisire nel corso degli anni sempre nuove funzioni, raccogliendo le sfide che un decentramento in costruzione continuamente propone. C’è la ricerca di una costante interlocuzione con i vertici dell’Ateneo, in linea con il mandato dei soci, ma anche il quotidiano impegno nel promuovere collaborazioni e sinergie con le articolazioni locali dell’Ateneo, in primis con i Poli scientifico - didattici e successivamente con i Campus, il cui personale in molti casi proviene da un’esperienza di lavoro presso Flaminia. Articolazioni decentrate di Unibo alle quali Flaminia, in sintonia con gli altri Enti di Sostegno, ha offerto costantemente supporto e collaborazione, contribuendo con idee e proposte ai numerosi processi di riorganizzazione che hanno coinvolto l’Ateneo di Bologna a seguito delle riforme nazionali che si sono susseguite. In questi anni Flaminia, oltre ad essere lo strumento in grado di investire con efficacia ed efficienza le risorse dei soci per supportare la crescita del decentramento universitario ravennate, ha saputo porsi come intermediario tra il territorio e l’Ateneo, aiutando quest’ultimo nella concreta realizzazione della ‘terza missione’. Grazie a questo ruolo di Flaminia, ricercatori e docenti del campus ravennate hanno saputo innescare proficui rapporti con aziende, associazioni e imprese e dare luogo a iniziative formative e culturali in grado di generare positive ricadute sul territorio e la città stessa. Siamo orgogliosi di presentare, attraverso questo primo Bilancio sociale, un articolato quadro delle attività svolte da Flaminia in questi trent’anni: riteniamo sia il modo migliore per ringraziare i tanti soci che hanno creduto e continuano a credere nel progetto di crescita culturale, economica e sociale sotteso al decentramento dell’Università di Bologna in Romagna. Un progetto che può essere ulteriormente perfezionato e irrobustito, che richiede continue cure e “manutenzione” perché i risultati non sono mai acquisiti una volta per tutte. Un progetto che per i prossimi trent’anni ha ancora bisogno di risorse, competenze, idee: un progetto che ha ancora bisogno di Fondazione Flaminia”.

Il bilancio

Sono 37.641.058 euro le risorse destinate all’attività di supporto ai corsi, alle sedi e attività culturali. Nel supporto alle sedi figurano: interventi edilizi su immobili; manutenzione e servizi ausiliari; arredi e attrezzature; impianti dei laboratori. A questo gruppo di attività sono andati complessivamente 9.432.836 euro. Il supporto ai corsi e alle attività culturali comprende: agevolazioni al corpo docente; docenze, tutoraggio e attività laboratoriali; assegni di ricerca e dottorati; ricercatori e docenti; promozione dell’offerta formativa; attività culturali. A tale gruppo di attività sono andati 28.208.222 euro. In questo secondo ambito lo sforzo finanziario maggiore (14.170.121 euro) riguarda il finanziamento di docenze, tutoraggio e attività laboratoriali. Significativo è l’impegno per radicare i docenti nel Campus: 6.607.612 euro con cui sono stati finanziate le posizioni di 1 professore ordinario e di 32 ricercatori, in prevalenza junior. Un’altra voce significativa sono poi le attività culturali con 3.031.471 euro (138 iniziative tra convegni, conferenze, congressi in città per un totale di oltre 10 mila partecipanti dal 2014 al 2018 a cui Flaminia ha fornito proprie risorse e proprio supporto organizzativo).

Negli ultimi 30 anni, esattamente 8.701.026 euro sono poi stati destinati all’attività di supporto agli studenti. Nello specifico si tratta di: orientamento in entrata; borse di studio, tirocini, borse lavoro e orientamento in uscita; biblioteche e Punto ristoro; servizio abitativo; associazionismo, sport, cultura e sanità; servizi di internazionalizzazione; attività post laurea. In questo ambito significativo è l’impegno per il ‘post laurea’ con 4.366.922 euro in cui figurano master, corsi di alta formazione, summer/winter school, corsi di aggiornamento, corsi di formazione professionale e corsi di formazione permanente. Le prime iniziative di Flaminia nel settore risalgono al 1991, ma è nel 2013 che il CdA dell’Università di Bologna individua formalmente la Fondazione Flaminia come soggetto gestore esterno a cui affidare la gestione amministrativa contabile dei corsi di formazione post laurea attivati nel territorio di Ravenna. Complessivamente dal 2003 al 2018 sono stati avviati 50 summer school, 47 master e 32 corsi di alta formazione. Nell’ambito dei servizi rivolti alla comunità universitaria, è poi il servizio abitativo a risultare tra i più consistenti con 1.999.553 euro. Negli ultimi 5 anni, tale servizio ha fornito 60 posti letto annui (diventati 68 a settembre 2018 e 74 nel 2019) e, considerando il valore di affitto a mercato di una stanza a Ravenna, Flaminia ha consentito 45.360 euro di risparmio annuo agli studenti, ovvero 756 euro annui di risparmio annuo a studente. Come terza voce più rilevante nell’ambito dei servizi agli studenti figurano i progetti volti a favorire l’acquisizione di competenze mirate al mercato del lavoro, percorsi di incontro tra domanda e offerta di lavoro (progetto Borse Lavoro, Lavoro cerca Università, Progetto EUCH, Unilav) per un totale di 1.235.725 euro dal 1990 a oggi. La parte poi di risorse destinate all’ampliamento degli orari di apertura serale delle biblioteche (Oriani e di Palazzo Corradini) e la realizzazione e gestione del Punto ristoro è pari a 328.575 euro.

Ammonta infine a 3.947.652 euro l’investimento di risorse fatto da Flaminia su progettazione europea, supporto alla ricerca e all’innovazione tecnologica e sociale, attività che hanno avuto sviluppo prevalentemente nella più recente fase dal 2013 al 2019 e dal 2015 confluite nel Centro per l’Innovazione Cifla. In questo caso lo sforzo finanziario risulta così ripartito: progetti di ricerca e progetti con il territorio (1.615.147 euro) e progetti europei (427.679 euro); attività di palazzo dei Congressi (593.384 euro); Centro per l’Innovazione Cifla ( 1.311.443 euro).

Potenziali ricadute del decentramento universitario a Ravenna

Gli studenti che nell’anno 2018 sono iscritti ai corsi universitari ravennati sono più di 3300. Il numero di fuori sede è in progressiva crescita (è passato dal 26% del 2012 al 34% attuale). Nel 2018, le ricadute economiche di questi studenti sul territorio sono comprese tra un minimo di quasi 9 milioni di euro e un massimo di circa 11 milioni di euro. Una stima che si traduce per i fuori sede domiciliati in una spesa media annua per l’abitazione compresa tra un minimo di 2.400 euro e 3.600 euro a cui si aggiungono le altre spese considerate, che vanno dai 3400 ai 3600 euro circa. Si arriva così complessivamente a una spesa media annua che varia tra i 5.700 e i 7.200 euro per ogni studente domiciliato fuori sede. Somma più contenuta per i pendolari, che va tra i 1.800 e i 2.160 euro annui. In sostanza, dal 1989, anno di insediamento dei primi corsi di laurea a Ravenna, a oggi, gli studenti avrebbero generato un indotto economico sul territorio tra i 160 e i 197 milioni di euro.

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