Fondi bloccati per la Darsena, Confartigianato scrive ai parlamentari: "Danno per gli imprenditori"

Il segretario della Confartigianato di Ravenna Tiziano Samorè giovedì ha inviato una lettera-appello a tutti i parlamentari emiliano-romagnoli invitandoli a un incontro

Dopo l'adunata di cittadini in Darsena Pop Up per chiedere a Governo e Parlamento di sbloccare i finanziamenti per la riqualificazione urbana e la sicurezza della Darsena di città, bloccati dal decreto "Milleproroghe", il segretario della Confartigianato di Ravenna Tiziano Samorè giovedì ha inviato una lettera-appello a tutti i parlamentari emiliano-romagnoli invitandoli a un incontro.

"Con questa lettera aperta, Confartigianato della provincia di Ravenna vuole esprimere la propria preoccupazione in merito alla cancellazione, da parte del Governo, degli stanziamenti a favore del territorio ravennate - si legge nel testo - Stanziamenti che, come ben sapete, erano già stati assegnati attraverso il Bando Periferie dal precedente esecutivo. A parere della nostra associazione, che rappresenta circa 5000 imprenditori operanti in oltre 3.500 aziende, si tratta di una scelta che avrà un impatto negativo sul territorio e sul nostro tessuto imprenditoriale. Le cifre in ballo sono notevoli: oltre 40 milioni di euro per tutta la Romagna tra Forlì, Ravenna, Rimini e Cesena. Per Ravenna si tratta di ben 12 milioni di euro, destinati all’importante progetto di riqualificazione urbana e di sicurezza della Darsena, interventi attesi da anni e che finalmente avrebbero potuto caratterizzare lo sviluppo della nostra città. E' da rilevare come questo progetto sia stato pensato per un metodo di co-finanziamento che prevede il coinvolgimento di diversi investitori: in questo modo, con un meccanismo virtuoso, questi 12 milioni destinati a Ravenna diventerebbero circa 26, più che raddoppiando quindi l’impatto positivo e il volano economico sul territorio. Le aziende artigiane e le piccole e medie imprese della nostra provincia, che da sempre rappresentano un solido esempio di forte radicamento nel territorio, ancora alle prese con una lenta ripresa dalla lunga crisi economica che ha attanagliato l’economia non solo italiana, non meritano questo, e siamo quindi a sollecitare il vostro impegno ad essere parte diligente per la modifica di tale decisione presa dal Governo. A tale scopo vi chiediamo la disponibilità a partecipare a un incontro su questo importante tema".

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