Frodi alimentari, Coldiretti: "Significativa la nomina di Caselli"

Giancarlo Caselli attualmente presiede il Comitato Scientifico dell'Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare promosso dalla Coldiretti.

Lo scalogno sequestrato nell'ultima operazione

Toccano anche l'Emilia Romagna e il Ravennate i rischi derivanti da attività di produzione e distribuzione di cibi adulterati e dalle frodi alimentari con conseguenze pesanti per la salute e per l'economia, con il business delle agromafie che, con un aumento del 10 per cento in un anno, raggiunge i 15,4 miliardi di euro nel 2014 in Italia e di circa 1,7 miliardi in Emilia Romagna. E’ quanto afferma Coldiretti Ravenna nell’esprimere apprezzamento per l’istituzione nell'Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, su proposta del Guardasigilli Andrea Orlando, della Commissione di studio per l'elaborazione di proposte di intervento sulla riforma dei reati in materia agroalimentare alla cui guida ci sarà l'ex procuratore di Torino Giancarlo Caselli, che attualmente presiede il Comitato Scientifico dell'Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare promosso dalla Coldiretti.

L'ultimo caso di frode agroalimentare scoperta nel Ravennate, d'altronde, risale a poche settimane fa e ha visto la Forestale impegnata nel sequestro di scalogno e pomodori spacciati come italiani e pronti alla commercializzazione. “La contraffazione e la frode nell’alimentare sono diventate un vero e proprio affare criminale che va perseguito con un sistema punitivo più adeguato - afferma il Direttore di Coldiretti Ravenna, Walter Luchetta -. E' il caso di non limitarsi solo a pensare ad un inasprimento delle pene previste, ma va definita una adeguata articolazione di modelli di sanzioni in grado di colpire i patrimoni economici, ad esempio, attraverso la confisca, così come sperimentato per il contrasto alla criminalità organizzata”.

"Garantire trasparenza negli scambi commerciali e dare una risposta certa a condotte criminali costituisce, del resto - sottolinea Luchetta - la risposta fondamentale che lo Stato può dare per supportare la crescita e la competitività del vero Made in Italy oltre che per rimuovere i rischi per la salute. Anche in questo settore - conclude ilDirettore di Coldiretti - l’Italia può fare da battistrada in Europa per colpire in modo esemplare gli scandali che si ripetono nel tempo, dai polli alla diossina alla carne di cavallo spacciata come manzo, che possono far crollare la fiducia del pubblico dei consumatori e bloccare il regolare funzionamento del commercio”.

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