Hub portuale, c'è la firma: 120 milioni dalla Banca Europea e 40 dall'Unione

Ai 60 milioni già deliberati dal Cipe, si aggiungono dunque in maniera definitiva 160 milioni

E' stato sottoscritto lunedì mattina tra Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale e Banca Europea degli Investimenti (Bei) il contratto di mutuo da 120 milioni di euro di finanziamento al progetto di Hub portuale. Tale finanziamento era già stato deliberato, e dunque da tempo era considerato una delle fonti di copertura finanziaria del progetto Hub, ma lunedì mattina, con la stipula del contratto, si è conclusa la procedura che lo vede definitivamente assicurato per la somma complessiva di 120 milioni di euro all'Autorità di Sistema Portuale.

Grazie alla firma sono stati "blindati" anche i 40 milioni di euro che l'Unione Europea ha destinato al progetto Hub, riconoscendone l’importanza quale investimento strategico per la rete logistica europea. Ai 60 milioni già deliberati dal Cipe (con Delibera pubblicata in Gazzetta Ufficiale nel settembre scorso), si aggiungono dunque in maniera definitiva 160 milioni derivanti da mutuo Bei ed Unione Europea, finalizzati alla realizzazione di questo progetto, la cui importanza e validità per il futuro sviluppo del Porto di Ravenna sono testimoniate dagli atti perfezionati.

Il progetto prevede l’approfondimento dei fondali in avamporto e lungo tutto il Canale Candiano, l’adeguamento (per oltre 6,5 km) ed il potenziamento delle banchine, oltre alla realizzazione di una nuova banchina della lunghezza di oltre 1.000 metri e e la realizzazione di aree destinate alla logistica in ambito portuale per circa 200 ettari, aree direttamente collegate alle banchine, ai nuovi scali ferroviari merci e al sistema autostradale, rappresentando così un unicum nel panorama della portualità nazionale. L'investimento previsto per il progetto (prima fase) è di 235 milioni di euro. Il progetto contribuirà ad attivare altri investimenti, anche di soggetti privati, per ulteriori 300 milioni di euro, che comprenderanno la realizzazione dell'impianto di trattamento dei materiali di risulta dell’escavo, investimenti privati nella logistica, l’ulteriore approfondimento del Canale Candiano sino a 14,50 metri, previsto nella seconda fase del Progetto, e un deposito costiero di Gnl.

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