Il piacere di fare la spesa nel negozio sotto casa: una guida per gli imprenditori

Secondo un sondaggio Confcommercio, oltre il 55% dei consumatori italiani intervistati compra nei supermercati di quartiere

Il settore alimentare è di fondamentale importanza perché fare la spesa è un atto che coinvolge ogni giorno milioni di consumatori, decine di migliaia di imprese con milioni di lavoratori. E’ un settore in profonda trasformazione, per ragioni demografiche e di cambiamento di stili di vita, con le grandi insegne che stanno riscoprendo il valore della prossimità, aprendo punti di vendita più piccoli e a maggior livello di servizio nei centri cittadini, con l’online in crescita nonostante le difficoltà logistiche, e con tanti imprenditori indipendenti che sviluppano modelli di buisiness innovativi. In questo nuovo scenario competitivo, i negozi alimentari, gli inventori del modello “piccola/media superficie in area urbana gestita da persone competenti e appassionate” devono portareil loro business un passo avanti in termini di managerialità della gestione.

La rinascita del negozio alimentare: oltre un italiano su due fa la spesa sotto casa

E’ stata presentata martedì, presso la Sala Riunioni Confcommercio Ascom Lugo, la guida ‘Il Negozio Alimentare - seconda edizione”, alla presenza di Fausto Mazzotti Presidente Confcommercio Ascom Lugo, Donatella Prampolini Presidente Fida e Vice Presidente Nazionale Confcommercio e Paolo Caroli Presidente Confcommercio provincia di Ravenna. Tema del convegno è stata la riscoperta del negozio alimentare come nuova tendenza nella distribuzione moderna. Lo scenario della distribuzione moderna è questo: la popolazione italiana invecchia, circa un terzo delle famiglie è composto da una sola persona, aumentano i residenti stranieri, cambiano le abitudini di spesa e riescono i consumi fuori casa che passano in 10 anni dal 30,9% al 35,1%. Gli ipermercati entrano in crisi: la loro produttività è calata del 22% in un decennio. Le superfici della GD (grande distribuzione) e della DO (distribuzione organizzata) smettono di crescere, dal 2004 al 2007 crescita media annua del 4,6%, dal 2013 al 2017 solo 0,1%, e spesso "importano" formati specializzati. Il discount abbandona la versione "hard" aggiungendo qualità e servizi. Le imprese del commercio al dettaglio alimentare specializzato tengono meglio delle non specializzate: nel 2015 il calo di queste ultime è di -9,9% contro -1,5% delle altre. Secondo un sondaggio Confcommercio, oltre il 55% dei consumatori italiani intervistati compra nei supermercati di quartiere, ma l'indice di soddisfazione è massimo 47,7% per i negozi indipendenti specializzati. L'e-commerce alimentare è a livelli minimi in Italia, 0,5% contro il 6% della Francia, ma è destinato a crescere: soprattutto il canale grocery, ossia la spesa del supermercato fatta online, che nel 2015 ha registrato un aumento del 57%, e il cibo pronto, in delivery (direttamente dal ristorante), che è arrivato ad un +66% nel 2016.

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“Molto è cambiato nel panorama del retail negli ultimi 5 anni, e in particolare nel settore alimentare in Italia - dice Donatella Prampolini - Si stanno delineando e rafforzando trend demografici, sociali, economici e tecnologici che modificano profondamente le abitudini di acquisto e di consumo del consumatore a cui la Distribuzione Organizzata risponde con una inversione di marcia rispetto alle dinamiche degli ultimi 30 anni: meno grandi superfici in periferia e più medie e piccole superfici nei centri delle città, ed è un fenomeno che riguarda tutti i paesi occidentali. In America si parla apertamente della morte dei Mall. L’online alimentare, ancora piccolo rispetto ad altri settori, sta comunque crescendo in maniera significativa, con commistioni importanti col mondo fisico, come dimostra l’acquisizione di Whole Foods da parte di Amazon, ma anche tanti esempi di multicanalità di operatori di ogni dimensione. Ed è proprio l’online, con i suoi assortimenti virtualmente infiniti, ad aver spinto i grandi operatori a riscoprire il valore del servizio, cercando faticosamente di avvicinarsi a modelli che in passato avremmo definito più “tradizionali” (il mercato, il negozio di vicinato…). In questo nuovo scenario competitivo, i negozi alimentari, gli inventori del modello “piccola/media superficie in area urbana gestita da persone competenti e appassionate” non possono compiacersi pensando “io l’avevo detto!”, ma devono portare il loro business un passo avanti in termini di managerialità della gestione”. Questa nuova edizione del “Negozio Alimentare” rappresenta un’utilissima guida al miglioramento continuo per chi opera in questo settore o per i giovani che vogliono intraprendere questa professione".

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