Il rilancio dell'edilizia? "Passa dagli appalti a chilometro zero"

La risoluzione presentata impegna la Giunta regionale, in caso di appalti pubblici, a favorire a parità di condizioni di offerta le imprese del territorio rispetto a quelle di altre province

"I numeri del disastro parlano chiaro: negli ultimi 10 anni di crisi congiunturale la città di Ravenna ha visto dimezzarsi il numero di aziende edili (da 1.199 attività a 488) presenti sul territorio con una morìa di posti di occupati, scesi del 60% (da 6.112 addetti agli attuali 2.399) dal 2008 a oggi. Vien da sè che servano interventi strutturali per rilanciare un settore, quello delle costruzioni in generale, uscito con le ossa rotte da questa crisi. Anzi, diciamo che è prematuro parlare di uscita dalla crisi, poiché solo ora il settore sta cominciando a intravedere uno spiraglio di luce in fondo a quel tunnel nel quale è entrato un decennio fa".

Il consigliere regionale della Lega Nord, Andrea Liverani, nell'ottica di rilanciare economicamente il territorio di Ravenna, martedì ha depositato una risoluzione che impegna la Giunta regionale, in caso di appalti pubblici, a favorire a parità di condizioni di offerta le imprese del territorio rispetto a quelle di altre province. "Il nuovo codice degli appalti che assegna “il lavoro” alle aziende che presentano “il massimo ribasso” ha infatti generato solo storture - commenta Liverani - con evidenti riflessi sia in termini di illegalità nella modalità di sommistrazione delle mansioni alle maestranze, sia in termini di qualità delle opere realizzate: evidente che la Regione Emilia-Romagna debba impegnarsi affinché il codice medesimo venga modificato a livello nazionale. Il cosiddetto appalto a chilometro zero, oltre a essere un intervento strutturale finalizzato al rilancio del territorio, rappresenta anche una procedura che meglio garantisce la trasparenza richiesta alle aziende che operano per conto della pubblica amministrazione. E' di immediata intuizione la comprensione di come sia più facile e immediato conoscere e controllare un'azienda del territorio rispetto a un'impresa che magari ha sede a migliaia di chilometri di distanza rispetto all'appalto che si è aggiudicata".

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