Imposte sull'attività portuale: "Si teme una procedura d’infrazione contro il nostro Paese"

Motivo del provvedimento sarebbero le imposte sui canoni di concessione e autorizzazione all’esercizio dell’attività portuale

Da qualche giorno l’intero comparto portuale italiano vive momenti di incertezza perché si sarebbe appreso che la Commissione Europea, attraverso la Direzione Generale che si occupa della concorrenza, potrebbe aprire una procedura d’infrazione contro il nostro Paese. Motivo del provvedimento sarebbero le imposte sui canoni di concessione e autorizzazione all’esercizio dell’attività portuale: per la Commissione Europea, infatti, tale attività dovrebbe essere sottoposta a imposizione fiscale e, conseguentemente, l’esenzione rappresenterebbe un indebito aiuto di Stato.

"Nella mia interrogazione - dichiara il Consigliere Pd Gianni Bessi - chiedo alla Giunta regionale se sia al corrente di questa probabile procedura e ricordo come le entrate delle attività portuali siano esclusivamente di natura tributaria e che riguardino funzioni (regolatorie e di vigilanza) di chiaro interesse pubblico. Oltre a ciò, le pretese tasse sui canoni graverebbero sui bilanci degli enti che, a loro volta, finirebbero per scaricarle sui clienti e ciò porterebbe a una migrazione delle varie attività verso zone più convenienti, determinando un gravissimo danno per tutto il nostro Paese".

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