Imprese, iscrizioni al minimo storico: sempre meno giovani avviano nuove attività

E' questo, in sintesi, quanto emerge dai dati sull'andamento delle imprese del territorio diffusi dalla Camera di Commercio di Ravenna

Continua la ristrutturazione del mercato, crescono solo società di capitali e consorzi. Le cessazioni raggiungono il livello minimo storico, ma lo stesso dicasi per il numero delle iscrizioni: ancora negativo quindi il saldo delle imprese ravennati rispetto al 2017. Positivo il tasso di variazione nazionale. E' questo, in sintesi, quanto emerge dai dati sull'andamento delle imprese del territorio diffusi dalla Camera di Commercio di Ravenna.

“I dati sull’andamento delle imprese a Ravenna nel corso del 2018 dimostrano che, nonostante i segnali di ripresa a livello nazionale, la crisi non è ancora superata - evidenzia il Segretario generale dell'ente camerale ravennate Maria Cristina Venturelli - Calano le cessazioni, ma anche coloro che decidono di avviare un nuova attività, in particolare i giovani. Favorire la creazione, l’avvio e lo sviluppo di nuove imprese innovative è una delle priorità della Camera di commercio, per questo anche per il 2019 è confermato l'impegno camerale in tema di creazione d'impresa e di trasformazione digitale”.

Andamento negli ultimi dodici mesi

Al 30 settembre 2018 le imprese iscritte nel Registro delle Imprese di Ravenna sono risultate 39.226, dunque 282 in meno rispetto alla stessa data dell’anno passato. Negli ultimi 12 mesi (settembre 2017 – settembre 2018) sono state registrate 1.985 nuove iscrizioni a fronte di 2.114 cancellazioni volontarie, a cui si aggiungono 164 cancellazioni d’ufficio, determinando così un saldo negativo di 129 unità. Rispetto al 2017 e agli anni precedenti, nel corso degli ultimi dodici mesi sono ulteriormente diminuite sia le cessazioni che le iscrizioni: le cessazioni raggiungono il livello più basso mai registrato e lo stesso però dicasi per le iscrizioni, che raggiungono il minimo storico. Per questo motivo, nonostante la flessione delle cessazioni, il tasso di variazione rimane negativo, pari al -0,33%. Anche il tasso di crescita regionale rimane negativo, seppur più contenuto, attestandosi negli ultimi dodici mesi al -0,15%. A livello nazionale trova invece conferma la crescita del numero delle imprese, in atto dal 2013, con un tasso di variazione nell’anno pari al +0,59%.

Forma giuridica e settori produttivi

Al 30 settembre 2018, rispetto alla stessa data del 2017, solo le società di capitale ed i consorzi registrano un incremento: di +152 unità (pari al +2,0% in termini relativi) per le prime; i consorzi crescono di 2 unità (+1.9%). In flessione tutte le altre forme societarie: -217 le società di persone (-2,5%), -198 le ditte individuali (-0,9%), -10 unità le cooperative (-1,7%) e -11 le altre forme (-2,8% in termini relativi). Rispetto al 30 settembre 2017, i settori che vedono un incremento delle imprese registrate sono quelli dei servizi, ad esclusione del commercio e del trasporto e magazzinaggio. In particolare crescono di 56 unità le attività dei servizi alla persona (+1,9%), di 42 unità quelle dei servizi all’impresa (+0,8%), di 6 unità i servizi creditizi e assicurativi (+0,8%) e di 2 le imprese turistiche (+0,1%). In flessione tutti gli altri settori. In termini assoluti il settore più sofferente è quello dell’agricoltura che perde 147 imprese (pari al -2%), seguito dal commercio (-113 unità, - 1,4% in termini relativi), dalle costruzioni (-82 unità, -1,4%), dall’industria (-42 unità, -1,3%) ed infine dal trasporto e magazzinaggio (-33, -2,4%).

Imprese artigiane

Al 30 settembre 2018 le imprese artigiane registrate sono 10.537 e risultano 76 in meno nel confronto con lo stesso periodo del 2017, che si traduce in una diminuzione dello 0,7% (in termini di variazione percentuale). Negli ultimi 12 mesi crescono i settori dei servizi alla persona di 16 unità (+1,1%), dei servizi all’impresa di 15 (+2,5%) ed il settore turistico, con+5 unità (+0,8%). All’opposto, diminuiscono di 63 unità il settore edile (-1,4%), di 23 il manifatturiero (- 1,2%), di 20 quello dei trasporti (-2,3%) e di 2 unità quello del commercio (-0,4%).

Imprese femminili

Al 30 settembre 2018, le imprese femminili della nostra provincia sono risultate 8.110, in diminuzione rispetto alla stessa data dello scorso anno di 57 unità, pari a -0,7%. Negli ultimi dodici mesi il numero di imprese femminili è diminuito di 49 unità nel settore commerciale (-2,3%), di 46 unità nel settore agricolo (-4%), di 10 in quello creditizio e assicurativo (-6,1%), di 8 in quello industriale (-1,5%), di 7 in quello edile (-2,7%) e di 3 in quello dei trasporti. All’opposto è aumentato di 37 unità nel comparto dei servizi alla persona (+2,9%), di 13 imprese nel settore turistico (+1,1%) e di 9 nei servizi all’impresa (+0,8%).

Imprese straniere

Anche in questa fase si conferma il saldo positivo delle imprese con il titolare o con la maggioranza dei soci di nazionalità straniera. Al 30 settembre 2018 sono state registrate 4.519 imprese straniere nel Registro imprese di Ravenna: 100 in più rispetto alla stessa data dello scorso anno (+2,3%). Rispetto al 30 settembre 2017, in crescita tutti i settori, tra cui spiccano +19 imprese straniere dei servizi professionali (9,1%), +16 imprese di servizi alla persona (+9,5%) e +14 imprese edili (+0,8%).

Imprese giovanili

Al 30 settembre 2018, sono 2.607 le imprese giovanili registrate a Ravenna. Negli ultimi 12 mesi il loro numero ha subito una pesante flessione di 96 unità, pari al -3,6%. Ciò si giustifica principalmente con la perdita dei requisiti per la definizione di “giovanile” ovvero il superamento della soglia dei 35 anni da parte di soci e titolari: infatti il saldo tra iscrizioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi è comunque positivo, pari a +275 unità. Al 30 settembre, rispetto all’anno precedente, risultano in crescita solo nel settore agricolo (+8 unità, con +3,8% in termini relativi) ed in quello dei servizi alle imprese (+5 unità, +1,9%). All'opposto, le imprese giovanili sono in flessione in tutti gli altri settori, in particolare in quello delle costruzioni (-59, pari al -11,5%) e del commercio (-32, con un -4,3%).

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