Iter presenta il Piano industriale e finanziario 2012-2016

Ha raggiunto il traguardo, nei giorni scorsi, il percorso avviato circa un anno fa col supporto del movimento cooperativo per il risanamento, la salvaguardia e il consolidamento della cooperativa ITER

Redazione 7 agosto 2012

Ha raggiunto il traguardo, nei giorni scorsi, il percorso avviato circa un anno fa col supporto del movimento cooperativo per il risanamento, la salvaguardia e il consolidamento della cooperativa ITER, uno dei più importanti punti produttivi del territorio ravennate.

Infatti, il 17 Luglio scorso è stato sottoscritto con gli Istituti di Credito coinvolti un accordo per la ristrutturazione dell’indebitamento finanziario, sulla base di un Piano Industriale e Finanziario 2012-2016 predisposto con la collaborazione dell’advisor Bain&Company e asseverato da un esperto indipendente, il tutto ai sensi dell'art. 67, comma 3 lett. D, L. F. Gli Istituti di Credito interessati sono 20, presenti i più importanti gruppi nazionali e diverse banche locali.

Da pochi giorni l’accordo è divenuto formalmente operativo. Nell'operazione, ITER è stata assistita oltre che dall'advisor industriale e finanziario citato (Bain&Company, dott. Luca di Giacomo e dott. Luca Penna), dall'advisor legale Bonelli, Erede e Pappalardo (avv. Paolo Oliviero); gli Istituti di Credito sono stati assistiti dall'advisor legale Lombardo e Molinari (avv. Ugo Molinari).

Il Piano Industriale e Finanziario 2012-2016 presenta questi elementi prioritari: il necessario adeguamento all’evoluzione (ora di segno recessivo) del settore costruzioni, con un ridimensionamento dei volumi di produzione e la riduzione delle quantità di commesse, con attenta selezione delle tipologie, dimensioni e territori; una forte riduzione dei costi; la cessione diretta di alcuni asset immobiliari non strumentali; un’operazione di spin-off, in riferimento ai cespiti immobiliari più significativi; la gestione dei fornitori; una profonda riorganizzazione aziendale; una complessa manovra finanziaria.

I valori di produzione attesi passano dai  92,5 milioni di euro per il 2012 ai 137 milioni di euro di fine Piano, tenuto conto che per il settore costruzioni le acquisizioni a portafoglio ordini a giugno 2012 garantiscono la totalità della produzione 2012, il 99% di quella 2013, l’87% di quella 2014. Il forte ridimensionamento del fatturato rispetto agli anni precedenti e la sua semplificazione (riduzione del numero delle commesse, privilegiando quelle di taglio medio-grande), è in parallelo al forte calo dei volumi registrato e previsto dal mercato delle costruzioni italiano nonché dal sostanziale blocco dell’attività immobiliare, oltreché dall’esigenza di garantire opportuni equilibri finanziari. Ne consegue una decisa razionalizzazione della struttura produttiva e un consistente calo dei costi fissi. Il  personale impegnato si è già molto ridimensionato rispetto al passato, per uscite volontarie e coinvolgimento in mobilità volontaria in altre aziende: ad oggi l’organico conta 320 unità effettive, di cui gran parte saranno in attività, pur facendo ricorso, per periodi determinati e in determinati settori, ad ammortizzatori sociali. Una struttura snella, efficiente, in grado di garantire una presenza ridimensionata ma importante in un mercato difficile e impegnativo anche nei prossimi anni.

La manovra finanziaria prevista nel piano, ed oggetto dell’accordo raggiunto con le banche, si compone di due aspetti:
- un’operazione di spin-off immobiliare finalizzata al reperimento delle risorse finanziarie per riequilibrare l’attività operativa della Società, supportata principalmente da Federazione delle Cooperative, mediante la società Valore & Sviluppo;

- ristrutturazione del debito coerentemente con i flussi di cassa generabili dalla Società in arco di Piano. L’Accordo di Ristrutturazione sottoscritto con il ceto bancario si caratterizza principalmente per un riscadenziamento dei finanziamenti a medio lungo termine, il consolidamento delle linee autoliquidanti, scoperto di conto corrente, hot money e delle linee di firma. Sia il Piano, sia il conseguente accordo di ristrutturazione dell’indebitamento raggiunto con le banche, prevedono impegni stringenti per l’azienda e un costante monitoraggio dei risultati.
 
La definizione di un piano sostenibile e la sottoscrizione dell’accordo con gli istituti di credito erano obbiettivi non scontati, il cui raggiungimento è frutto di un confronto serrato, il concorso positivo e collaborativo di molteplici interlocutori, le banche stesse, i fornitori, i clienti.

Sono stati determinanti, ai fini della definizione dell’accordo, l’apporto e gli impegni assunti da diverse strutture del movimento cooperativo, particolarmente ravennati e principalmente Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna, Legacoop Ravenna, CoopFond, CMC e, indirettamente, altre cooperative che a titolo di solidarietà cooperativa hanno messo in campo risorse e garanzie più che significative,  oltre ad una costante attenzione e collaborazione. Non è mancato l’impegno e il sacrificio condiviso dai soci e dai lavoratori della cooperativa, che per molti mesi, dal novembre scorso, hanno accettato di ricevere come acconto sullo stipendio 850 euro mensili, uguali per tutti i livelli retributivi. Le retribuzioni piene sono ora ripristinate.

La cooperativa ha poi provveduto sabato scorso al rinnovo degli organi amministrativi, giunti a naturale scadenza triennale. Il nuovo Consiglio di Amministrazione eletto è composto da sette membri (precedentemente erano 11), di cui tre nominati dai Soci Sovventori (sei in totale, tutte cooperative, maggioritaria Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna) e quattro dai Soci Cooperatori e lavoratori. Per i Soci Sovventori figurano Vittorio Morigi (già A.D. di CMC), Francesco Francesconi (già Direttore Finanziario CMC) e Andreuccio Zampiga  (ora direttore di GED). Per i Soci Cooperatori: Iuri Alvisi, Tiziano Bisi, Daniele Lolli e Paolo Zavatta. Daniele Lolli, 32 anni, è stato nominato Presidente, mentre il nuovo vicepresidente è Paolo Zavatta e l’Amministratore Delegato Andreuccio Zampiga. Sul versante operativo rimane Direttore Saverio Ferrari.

Il Presidente uscente, Giancarlo Ciani, nominato un anno fa - che assieme a Vittorio Morigi, Francesco Francesconi e Saverio Ferrari ha guidato l’impostazione del Piano e dell’accordo di ristrutturazione - esce a conclusione dell’operazione per riassumere gli impegni definiti nel CCC (Consorzio Cooperative Costruzioni) al momento della fusione col Consorzio Ravennate.

«Il movimento cooperativo – ha dichiarato il Presidente della Federazione delle Cooperative, Lorenzo Cottignoli – in questa partita ha fatto la sua parte. In particolare, la Federazione delle cooperative, grazie all’impegno di molte cooperative che hanno contributo alla sua ricapitalizzazione è stata in grado di sostenere in modo efficace il piano di ristrutturazione e rilancio di Iter».
 
Dal canto suo, il presidente di Legacoop Ravenna, Elio Gasperoni, ha sottolineato che: «Questo accordo è importante perché permette una continuità aziendale. Grazie all’impegno di tutto il movimento Legacoop, abbiamo salvato una cooperativa con 110 anni di storia, ma soprattutto una delle realtà più importanti dell’economia provinciale, sia per il settore costruzioni sia per l’indotto».

Infine, il neopresidente di Iter Daniele Lolli, ha ringraziato tutti quanti hanno partecipato alla concretizzazione del piano. «Questo ci deve dare almeno un minuto di soddisfazione e gioia, per poi ripartire subito a testa bassa per perseguire tutti gli obiettivi delineati nel piano e che si vanno a contestualizzare in un momento particolare e singolare dell’economia nel suo complesso. Un grazie a tutti i soci e lavoratori che hanno dimostrato un grande senso di collaborazione».
 

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