La vendemmia parte col sorriso: "Produzione in aumento e ottima qualità"

La vendemmia segna anche il ritorno alla “normalità” produttiva dopo il crollo quantitativo (–23%) causato dalle bizze meteorologiche del 2017

In Emilia Romagna parte la vendemmia e Coldiretti sorride per il ritorno dei voucher. "Assicurano al settore - spiegano da Coldiretti Emilia Romagna - uno strumento a bassa burocrazia, agile e flessibile che semplifica le procedure per l’assunzione di manodopera per periodi limitati. La vendemmia segna anche il ritorno alla “normalità” produttiva dopo il crollo quantitativo (–23%) causato dalle bizze meteorologiche del 2017. Come ormai avviene da quasi dieci anni, il periodo di inizio raccolta è anticipato di una decina di giorni, mentre la produzione di vino dovrebbe tornare a circa 7 milioni di quintali, con una qualità di ottimo livello grazie anche al sole che ha caratterizzato le ultime settimane di maturazione".

È già avanti, secondo Coldiretti regionale, la vendemmia delle uve destinate alla spumantizzazione (Pinot, Chardonnay, Moscato) ed è pronta al via la raccolta dei vini bianchi classici: Albana, Trebbiano, Pignoletto, Ortrugo, Malvasia, per ricordare i più importanti. Nella prima decade di settembre inizierà anche la vendemmia delle uve per i vini rossi, dal Sangiovese al Gutturnio, dal Lambrusco al Merlot, fino al Cabernet che chiude la vendemmia. A livello quantitativo la maggior crescita produttiva sarà in Romagna dove, a parte per le aziende colpite dalle grandinate di fine giugno-inizio luglio, la produzione è in aumento su tutte le varietà di vino; nel bolognese crescono i bianchi, in leggero calo i rossi; produzione nella norma a Ferrara e Piacenza e Parma; I lambruschi sono in aumento di circa il 15% sia a Reggio, sia Modena, anche se in quest’ultima provincia, nella zona pedemontana si registrerà un leggero calo produttivo. La qualità delle uve di quest’anno è la base per vini di ottima qualità.

"Il 48,9 per cento dei vini dell’Emilia Romagna – sottolinea Coldiretti regionale – è destinata alla produzione di vini Doc (21,4%), Igt (27,5%), mentre la restante percentuale (51,1%) è destinata a vini da tavola e vini varietali. I vini Doc sono 18, quelli Igt 9, mentre due vini (Albana di Romagna e Pignoletto classico dei Colli bolognesi) hanno la denominazione di origine controllata e garantita (Docg). In Emilia Romagna ci sono 51 mila ettari di vigneto, coltivati da 19 mila aziende, più di un terzo delle quali (35%) vende direttamente al consumatore. Quello della vendita diretta del vino è una tendenza in continuo aumento negli ultimi anni anche come risposta alle richieste dei consumatori di conoscere personalmente il produttore, scoprire le caratteristiche del prodotto e visitare il territorio di origine. Il comparto vitivinicolo in Emilia Romagna rappresenta oltre il 6% della Plv regionale, dà lavoro a 150 mila addetti e nel 2017 ha contribuito alle esportazioni per un valore di oltre 320 milioni di euro".

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