L'associazione "Impronta Etica" guarda al 2020 con un nuovo patto sociale

Si è tenuto mercoledì 30 novembre a Ravenna il convegno di Impronta Etica che ha presentato, insieme alle aziende socie sul territorio, il proprio Manifesto per il 2020: un nuovo patto sociale per la sostenibilità tra imprese, cittadini, istituzioni.

Maurizio Chiarini, presidente di Impronta Etica

Si è tenuto mercoledì 30 novembre a Ravenna il convegno di Impronta Etica che ha presentato, insieme alle aziende socie sul territorio, il proprio Manifesto per il 2020: un nuovo patto sociale per la sostenibilità tra imprese, cittadini, istituzioni.

Impronta Etica è un’ associazione senza scopo di lucro nata con lo scopo di favorire lo sviluppo sostenibile, di promuovere la responsabilità sociale d’impresa e di creare un network tra imprese e organizzazioni che intendono l’impegno sociale come parte essenziale della propria missione.

Maurizio Chiarini, presidente di Impronta Etica e amministratore delegato di HERA ha aperto il convegno sottolineando l'imprescindibilità dello sviluppo sostenibile in un periodo così nero per l'economia nazionale e mondiale: "Nel contesto di crisi economica e finanziaria in cui viviamo, la sostenibilità rappresenta oggi il punto dirimente per lo sviluppo competitivo delle imprese. Rispetto a dieci anni fa, molte imprese hanno capito che è necessario integrare le pratiche di sostenibilità con le strategie di crescita, di sviluppo e di gestione aziendale".

Marisa Parmigiani, segretario generale dell’associazione, sottolinea inoltre: "L’impresa come attore che contribuisce allo sviluppo del capitale territoriale, in un’ottica in cui il benessere sociale presuppone una maggiore uguaglianza nella redistribuzione del reddito e la coesione sociale deve essere un obiettivo comune: sono questi alcuni punti chiave del Manifesto col quale Impronta Etica propone di muoversi verso il 2020".

"Sostenere il paradigma di uno sviluppo sostenibile – ha ribadito anche Claudio Casadio, Presidente della Provincia di Ravenna - vuol dire dare un contributo concreto e corresponsabile, istituzioni in prima linea, per favorire l’inclusione sociale".

Rispetto alle sfide per il futuro, l’integrazione tra le politiche delle imprese e gli interessi della comunità rappresenta, tra gli altri, un aspetto condiviso anche dalle imprese socie del territorio intervenute al convegno. "La nuova dimensione competitiva non è più l’impresa ma il territorio inteso come relazioni di comunità" è il commento di Giovanni Monti vice Presidente di Coop Adriatica.

«Una crescita alla nostra portata quella a cui mira Impronta Etica per il 2020 – conclude il giornalista Luca De Biase - basata sulla qualità delle relazioni tra persone, dell’ambiente e culturale. Un traguardo raggiungibile se non si perde di vista che la responsabilità sociale non appartiene a nessuno perché è di tutti».
 

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