Mercatone Uno, le storie degli ex dipendenti: "Ho atteso ore davanti al negozio chiuso, non sapevo nulla"

1800 dipendenti diretti, molte centinaia nell'indotto e 20.000 clienti: questi gli impressionanti numeri di chi ha perso il lavoro, l'attività, di chi ha pagato anticipi o di chi paga rate a una finanziaria per merci che non ha ricevuto

1800 dipendenti diretti, molte centinaia nell'indotto e 20.000 clienti: questi gli impressionanti numeri relativi al Mercatone Uno di chi ha perso il lavoro, l'attività, di chi ha pagato anticipi o di chi paga rate a una finanziaria per merci che non ha ricevuto. "A questi si aggiungono gli effetti sull'occupazione nelle ditte fornitrici, che vantano centinaia di milioni di euro di mancati pagamenti - spiegano Filcams Cgil e Federconsumatori - Una situazione drammatica che pesa molto in Emilia Romagna, regione che ha visto nascere e crescere una insegna storica, passata nel tempo attraverso numerose vicissitudini. Siamo in campo già da sabato scorso, da quando dipendenti e clienti hanno trovato le porte dei negozi sbarrate. Vincenzo sabato mattina si era recato in negozio per protestare per i ritardi nella consegna di una cameretta per il figlio che nascerà tra un mese. Cameretta che ha iniziato a pagare da ormai due mesi, dopo aver sottoscritto un prestito verso una finanziaria. Un prestito necessario, visto che in famiglia l'unico reddito è il suo, e più di metà del suo stipendio se ne va in affitto e bollette. Ora deve comprarne un'altra, continuando a pagare le rate. Marta non ha WhatsApp e non ha avuto la fortuna di essere avvisata della chiusura dal direttore del negozio nel quale lavora. E' restata per ore davanti a una porta che non si apriva, fino a quando il marito non è andato a prenderla. Poteva farlo perché è disoccupato da tempo, da quando ha perso il lavoro in un'azienda metalmeccanica, con gli ammortizzatori finiti da tempo. Hanno due figli all'Università, sono senza reddito e oggi l'angoscia è tanta".

"Una vicenda, quella dell'improvvisa cessazione dell'attività di Mercatone Uno, che deve continuare a vedere l'attenzione generale, soprattutto della politica, come sino ad oggi è avvenuto - concludono i sindacalisti - Ma bisogna passare ai fatti, bisogna dare risposte concrete ai tanti Vincenzo e Marta, a migliaia di dipendenti e consumatori. Filcams Cgil e Federconsumatori continueranno a chiederlo con forza, anche con iniziative comuni, a partire dalle assemblee dei dipendenti e dei clienti, convocate nei prossimi giorni in diversi territori della nostra Regione".

L'intervento del Presidente della Regione Stefano Bonaccini

"Non lasceremo soli i lavoratori e i sindaci delle città interessate, ma trovo sconcertante che il Governo, dopo aver speso parole e impegni, lasci la situazione nella totale indeterminatezza. Per quanto ci riguarda, la Regione, valuterà ogni iniziativa, anche economica, per tutelare le persone coinvolte in questa grave crisi". Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, interviene sulla situazione della Mercatone Uno, conseguente al fallimento della Shernon holding: "Abbiamo verificato giovedì con i fornitori che non è stata avviata alcuna procedura e che si stanno ancora valutando gli aspetti giuridici, che lunedì pareva invece fossero già risolti o quantomeno chiariti. Il Governo non ha ancora dato alcuna risposta e attivato alcuna procedura, mentre i lavoratori, a oggi, sono senza stipendio, senza cassa integrazione, senza indennità di disoccupazione. In realtà non sanno neanche in quale condizione giuridica tra queste debbano essere collocati. A questo punto, valuti il Governo se non adattare subito il reddito di cittadinanza, perché nelle condizioni attuali queste persone non possono nemmeno accedere a quello. Per quanto ci riguarda, la Regione è in contatto costante con sindaci e organizzazioni sindacali: li rivedremo già all'inizio della prossima settimana, per monitorare la situazione e valutare quali iniziative assumere".

"Una cosa è certa - conclude Bonaccini - Come Regione non lasceremo soli né i lavoratori né i Comuni. Con i sindaci, in particolare, valuteremo quali iniziative assumere, anche di tipo economico, perché nessuno sia lasciato a reddito zero. E incontreremo subito anche le banche perché siano sospesi i mutui delle famiglie coinvolte e, nel momento in cui saranno attivati gli ammortizzatori sociali, si proceda con gli anticipi".

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