Mobilità, i sindacati: "Manca piano industriale per Start"

Le segreterie confederali regionali e territoriali di Cgil, Cisl e Uil e i sindacati di categoria Filt, Fit e Uiltrasporti "giudicano una vera delusione l’esito dell’incontro sul sistema del trasporto pubblico locale

Le segreterie confederali regionali e territoriali di Cgil, Cisl e Uil e i sindacati di categoria Filt, Fit e Uiltrasporti "giudicano una vera delusione l’esito dell’incontro sul sistema del trasporto pubblico locale con i sindaci dei Comuni di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini e i presidenti delle Province romagnole. Il vertice era stato richiesto dai sindacati che, da tempo, cercano di far capire agli enti locali proprietari che la costituzione di Start, non è da sola sufficiente a rilanciare e qualificare il lavoro e il servizio ai cittadini; ma c’è bisogno di un piano di regolazione della mobilità e del traffico delle città e tra le città che favorisca la circolazione degli autobus e definisca un riordino delle linee urbane ed extraurbane realmente utili per i cittadini".

"La grave crisi economica e i tagli ai finanziamenti pubblici per i trasporti rendono molto chiaro che le relazioni sindacali aziendali da sole non sono sufficienti, senza una pianificazione innovativa della mobilità territoriale che spetta agli enti locali e non al gestore", si legge in una nota. “Vogliamo convincere gli amministratori pubblici – sottolineano i sindacati - che per dare un futuro solido all’azienda bisogna aumentare gli utenti e quindi la vendita di biglietti e abbonamenti. Vogliamo dire con forza che non possiamo accettare un piano industriale di Start che preveda solo sacrifici e tagli a danno dei lavoratori. Serve una concertazione per individuare  le scelte migliori e necessarie al rilancio del trasporto pubblico”.

I sindacati si rammaricano del fatto che all’incontro sia stato presente, in rappresentanza di tutte le amministrazioni, solo l’assessore provinciale ai trasporti di Forlì-Cesena Maurizio Castagnoli. “Riteniamo questo modo di comportarsi inaccettabile - dicono i sindacati - e indice di un’assoluta mancanza di rispetto verso i lavoratori e il sindacato”. I sindacati, prosegue la nota, "erano invece al completo, in rappresentanza di tutti i territori romagnoli, e hanno esposto gli argomenti sui quali vogliono avviare un confronto con gli amministrori e stimolare una forte integrazione con le agenzie della mobilità e il gestore. In particolare i sindacati ritengono indispensabile intervenire su: le scelte per migliorare l’offerta di trasporto pubblico per i percorsi casa lavoro/ casa scuola; l’integrazione modale ferrovia/trasporto su gomma; parcheggi urbani, scambiatori; l’organizzazione del traffico nelle città e la gestione della sosta; il livello di  finanziamento del servizio da parte dei Comuni e le loro intenzioni per l’aggregazione delle agenzie (i sindacati auspicano la costituzione di un'unica agenzia di bacino); la riduzione dei costi delle agenzie per trasferire le risorse alla gestione; le scelte per favorire la mobilità per le categorie di utenti deboli; il finanziamento per il rinnovamento del parco autobus; le modalità di gestione  delle bigliettazioni senza ricorrere ad esternalizzazioni".

“Occorre – concludono i sindacati – definire chiaramente il rapporto tra Start e le aziende private che intervengono sul Tpl (Traporto pubblico locale) nel bacino romagnolo per operare tutte quelle sinergie necessarie a mantenere alta la qualità, adeguato il servizio oggi offerto e garantiti i livelli occupazionali, anche prevedendo un futuro eventuale loro ingresso in Start. Purtroppo poco e nulla ci è dato sapere finora di tutti questi argomenti. Denunciamo il grave clima di incertezza determinatosi, dovuto alla mancanza di indirizzi da parte  dei sindaci e dei presidenti di provincia che rende impossibile a Start, definire un piano industriale innovativo che possa puntare ad un vero rilancio e sviluppo”.

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