Offshore protagonista all'Omc 2019: "L'upstream italiano non si arrende"

Energia Nazionale, che in questi mesi è stata in prima linea nelle manifestazioni che hanno animato le piazze, lancerà proprio da Ravenna una mobilitazione permanente

Mancano due settimane all’inaugurazione della kermesse internazionale Omc, l’Offshore Mediterranea Conference, appuntamento annuale che riunirà dal 27 al 29 marzo a Ravenna gli operatori e gli attori del settore oil & gas nazionale e internazionale. Dopo essere stato protagonista del braccio di ferro sul tema, il Ministero dello Sviluppo economico ha deciso di non ospitare - come sempre accaduto negli anni scorsi- la conferenza stampa dell’evento che attrae migliaia di investitori e operatori del settore strategico, ospitata quest'anno nella sede di Assomineraria.

"Una scelta di campo, dunque, su cui non tutti gli alleati della coalizione di Governo sembrano convinti. Il nodo, dunque, sembrerebbe ancora non risolto - spiegano da Energia Nazionale, il network di imprese e lavoratori del settore upstream nato in occasione dell’approvazione della sospensione di 18 mesi delle attività estrattive, che ha annunciato la presenza al suo evento del sottosegretario all’Ambiente Vannia Gava, che, a più riprese, ha sollevato le sue perplessità sul metodo e sul merito durante l’adozione della disposizione che ha poi bloccato le attività estrattive in attesa dell’adozione del Piano delle aree".

Eppure “l’upstream italiano non è morto”, come dichiara il titolo scelto da Energia Nazionale per l’evento che concluderà il programma di Side Events dell’Omc al Pala De Andrè di Ravenna, venerdì 29 marzo dalle 11.30, le cui conclusioni saranno affidate proprio al Sottosegretario Gava. Sarà un’occasione per discutere con tutti gli attori coinvolti, non solo direttamente: presenti protagonisti del sistema economico, sociale e istituzionale che direttamente e indirettamente sono stati colpiti dalla scelta del Governo. Sarà in quell’occasione che l’associazione annuncerà anche le attività in cantiere, non solo per l’abrogazione della moratoria di 18 mesi, ma per la valorizzazione del patrimonio industriale e occupazionale del settore oil&gas, "solo la prima vittima del partito del no".

"Energia Nazionale non si stanca di ribadire che la sospensione è un’ipoteca su migliaia di posti di lavoro, ma anche sulla sicurezza degli approvvigionamenti del nostro Paese, circondato da Stati che, dalla Croazia alla Grecia, hanno brindato alla moratoria per poi avviare la loro corsa ai giacimenti transfrontalieri cui l’Italia ha rinunciato, almeno per i prossimi 18 mesi - conclude Gava - Energia Nazionale, che in questi mesi è stata in prima linea nelle manifestazioni che hanno animato le piazze, lancerà proprio da Ravenna una mobilitazione permanente, al fianco di quanti dicono Sì allo sviluppo. Sì all'utilizzo sostenibile delle risorse energetiche nazionali. Sì alla realizzazione delle infrastrutture. Sì  agli investimenti. Sì al lavoro".

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