Pratiche urbanistiche, "tempi d'attesa troppo lunghi: si rischia un collasso"

Marco Maiolini, capogruppo in consiglio comunale di CambieRà, ha presentato un'interrogazione in merito ai tempi delle pratiche urbanistiche

"Per i tecnici edili e conseguentemente per i cittadini, la presa visione delle vecchie concessioni e pratiche comunali inerenti gli immobili è un servizio di fondamentale importanza: ogni nuovo progetto inerente una ristrutturazione o anche solo una manutenzione straordinaria ha inizio dalla presa visione degli atti autorizzativi dell’immobile". Marco Maiolini, capogruppo in consiglio comunale di CambieRà, ha presentato un'interrogazione in merito ai tempi delle pratiche urbanistiche. "Anche per effetto della nuova normativa che impone una relazione di conformità edilizia firmata da un tecnico per ogni atto di compravendita, in vigore dal settembre 2017 - prosegue il consigliere d'opposizione - le richieste di questo tipo sono aumentate a tal punto da mettere in difficoltà la gestione e lo smaltimento delle richieste stesse. Da un tempo di attesa di 5/7 giorni si è arrivati negli ultimi tre mesi ad aspettare anche 40 giorni per avere la possibilità di prendere visione della pratica. Il buon funzionamento della richiesta atti è di fondamentale importanza per un Comune che voglia aiutare la ripresa edilizia. Se non si interviene in modo celere si rischia di arrivare a un collasso definitivo, con il conseguente rallentamento o blocco dell’attività di progettazione edilizia già in ginocchio per il perdurare della crisi".

"Pur consapevoli dell’enorme mole di documentazione presente in un Comune come Ravenna e delle tante richieste a cui l’ufficio è sottoposto - conclude Maiolini - si chiede all'amministrazione quali tipi di provvedimenti intende prendere per assicurare un servizio migliore di quello attuale e per superare i tempi attualmente inaccettabili per smaltire richieste di questo genere; se non crede sia un controsenso che i tentativi di semplificazione inseriti nelle ultime normative regionali vengano poi penalizzati dalle tempistiche della presa visione. Infine poiché riteniamo, che per arrivare ad agevolare il servizio non si possa prescindere dal mettere mano all’archivio, potenziandolo con personale ma anche e soprattutto con investimenti per de-materializzare il cartaceo e renderlo fruibile per via telematica (operazione già avviata da diversi comuni tra cui Bologna), c’è un progetto per arrivare a ciò anche a Ravenna?".

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