Progetto "Quattro erre", al via percorsi di internazionalizzazione per le imprese

Riparte il progetto Quattro Erre destinato alle aziende emiliano-romagnole interessate a intraprendere percorsi di internazionalizzazione in Albania o Bosnia-Erzegovina

Dopo la prima positiva esperienza nel 2016, che ha coinvolto undici imprese locali, riparte il progetto Quattro Erre destinato alle aziende emiliano-romagnole interessate a intraprendere percorsi di internazionalizzazione in Albania o Bosnia-Erzegovina. Il progetto, realizzato da Fondazione Flaminia in collaborazione con Eurosportello, Camera di Commercio Italo – Bosniaca, Camera di Commercio e dell’Industria di Tirana e co-finanziato dalla Regione Emilia Romagna, si rivolge alle piccole e medie imprese che operano nei settori del restauro, recupero, riuso e risparmio energetico.

L’obiettivo di Quattro Erre è facilitare la creazione di nuove opportunità di crescita delle imprese partecipanti offrendo un percorso strutturato, chiaro e personalizzato. Il progetto prevede un affiancamento costante, durante tutte le fasi del percorso, per definire in modo strategico opportunità di penetrazione del mercato estero. Attraverso Quattro Erre, le aziende hanno l’opportunità di conoscere le reali opportunità del paese scelto direttamente dai policy makers e tecnici della pubblica amministrazione albanese e bosniaca e dalle relative camere di commercio nazionali. A questo proposito, nei primi mesi dell’anno, Fondazione Flaminia organizzerà a Ravenna due eventi dedicati ai singoli Paesi, dove le rispettive delegazioni presenteranno le linee di sviluppo del paese e le reali opportunità di investimento per le imprese emiliano romagnole. Le aziende selezionate potranno partecipare a una missione personalizzata nel Paese scelto con assistenza logistica, linguistica e pianificazione di incontri mirati. Saranno inoltre supportate nella definizione di una strategia di accompagnamento di internazionalizzazione ad hoc di medio periodo e possono ricevere un servizio di assistenza post missione per garantire la continuità del progetto.

“Il progetto – spiega Antonio Penso, direttore di Fondazione Flaminia – è nato dalla volontà di valorizzare le competenze locali legate al Built Heritage in una logica transnazionale, favorendo le connessioni e la cooperazione con i Paesi vicini. La prima tappa del progetto, circoscritta all’Albania, ha permesso di rafforzare la rete di contatti in quel Paese, dare avvio a uno scambio di conoscenza e know-how fra aziende private ed enti pubblici italiani e albanesi utile a raccogliere informazioni preziose per portare il progetto al passo successivo. È così stato possibile aprirsi alla Bosnia e in questa nuova fase offrire un servizio dedicato e personalizzato alle imprese che vogliono sperimentare nuovi orizzonti di mercato in questi Paesi. Volutamente, per garantire un affiancamento efficace, si è scelto di dedicare il progetto a un numero limitato di imprese, quattro per Paese”.

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