Salvo il patrimonio vitivinicolo, Coldiretti: "Scongiurato scippo da quasi 150 milioni di euro"

''I nostri vini identificati da denominazioni non potranno essere prodotti all’estero e poi etichettati come fossero originari delle nostre zone", afferma il presidente di Coldiretti Ravenna, Massimiliano Pederzoli

Sangiovese, ma anche Albana e Trebbiano prodotti nel Ravennate al riparo dallo scippo paventato dalla Unione europea. ''I nostri vini identificati da denominazioni non potranno essere prodotti all’estero e poi etichettati come fossero originari delle nostre zone - afferma il presidente di Coldiretti Ravenna, Massimiliano Pederzoli -. Ciò, infatti, sarebbe potuto accadere se fosse passata l’annunciata liberalizzazione proposta dalla Commissione Europea. Il pressing di Coldiretti e delle istituzioni a tutti i livelli, tuttavia, ha contribuito ad innescare il dietrofront della Commissione''.

“Abbiamo evitato l’assurda liberalizzazione dei nomi dei vitigni fuori dai luoghi di produzione - chiosa Pederzoli – una pericolosa banalizzazione di alcune tra le più note denominazioni nazionali che si sono affermate sui mercati nazionale ed estero grazie al lavoro dei nostri vitivinicoltori”. Coldiretti, ribadendo che “il futuro dell’agricoltura italiana ed Europea dipende dalla capacità di promuovere e tutelare le distintività territoriali che sono state la chiave del successo nel settore del vino dove hanno trovato la massima esaltazione”, continuerà a tenere alta la guardia al fine di scongiurare qualsiasi operazione volta a scippare valore, d’immagine ed economico, alle nostre produzioni made in Italy.

Il comparto vitivinicolo ravennate, ricorda Coldiretti, ''ha numeri importanti: detiene infatti una superficie vitata di circa 16 mila ettari, la più ampia dell’Emilia-Romagna, con una produzione totale in quintali pari a 3.605.590 (elaborazione Coldiretti su dati Istat 2014), un 25% della quale utilizzata per produrre vini Doc. Voce importante è quella dell’export che a livello regionale vale qualcosa come 390 milioni di euro, di questi il 35% ‘prodotti’ in provincia di Ravenna. I mercati di destinazione sono, a valore, Germania (49%), Usa (8%) e Gran Bretagna (7%)''.

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