Tassa di soggiorno, la battaglia di Confcommercio e Confesercenti: "Non porta miglioramenti"

Confcommercio e Confesercenti Cervia non sono e non saranno mai convinte della scelta di introdurre la tassa di soggiorno voluta dal Sindaco Coffari. Non c’è nessuna prova che tale imposta abbia migliorato le città che l'hanno adottata, come dimostrano i dati disponibili a livello nazionale (Osservatorio nazionale tassa di soggiorno e Osservatorio nazionale sulla fiscalità locale), mentre appare evidente che essa ha impedito ai Comuni di perseguire una politica di contenimento e razionalizzazione delle spese. La tassa di soggiorno non ha risolto i problemi di emergenza finanziaria dei Comuni, che stanno utilizzando i proventi incassati per interventi di gestione corrente mascherati da progetti turistici. Come ha affermato il presidente nazionale di Federalberghi, Bernabò Bocca, “credere che i proventi dell’imposta di soggiorno possano essere destinati ai turisti, equivale a credere che le accise che vengono riscosse sulla benzina finanzino la guerra d’Etiopia per la quale erano state originariamente introdotte”. Anche Filippo Donati, presidente nazionale Assohotel, è molto critico sull'utilizzo della tassa e cita l'esempio di Ravenna : “Nel bilancio di previsione 2015 dell'amministrazione comunale ci sono delle voci che gridano vendetta perchè si tratta di spese improduttive, pensiamo ad esempio ai 400.000 euro per il potenziamento dei trasporti. Si rendono conto che quella cifra equivale a 200.000 presenze in un albergo a tre stelle?”. Non saranno le tasse a migliorare l’aspetto e la gestione di Cervia ma un migliore impiego delle risorse già disponibili, come dimostra il documento “Innova Cervia” che Confcommercio e Confesercenti hanno consegnato al Sindaco. Le due associazioni esprimono sostegno e apprezzamento nei confronti del vice sindaco Armuzzi, il quale ha cercato fino all'ultimo, con coerenza e determinazione, di evitare il ricorso alla tassa di soggiorno, studiando soluzioni alternative all'interno delle voci di bilancio . D'altra parte, la riprova della forzatura operata dal Sindaco con l'improvviso cambio di direzione sulla tassa è data dalla lettura del bilancio stesso, inviato alle associazioni nei giorni scorsi, in cui appare evidente la possibilità di evitare l'inasprimento fiscale a danno del turismo"

Continua la battaglia di Confcommercio e Confesercenti contro la decisione del sindaco di Cervia, Luca Coffari, di introdurre la tassa di soggiorno. "Non c’è nessuna prova che tale imposta abbia migliorato le città che l'hanno adottata, come dimostrano i dati disponibili a livello nazionale (Osservatorio nazionale tassa di soggiorno e Osservatorio nazionale sulla fiscalità locale), mentre appare evidente che essa ha impedito ai Comuni di perseguire una politica di contenimento e razionalizzazione delle spese", affermano le associazioni di categoria.

"La tassa di soggiorno non ha risolto i problemi di emergenza finanziaria dei Comuni, che stanno utilizzando i proventi incassati per interventi di gestione corrente mascherati da progetti turistici - chiosano -. Come ha affermato il presidente nazionale di Federalberghi,  Bernabò Bocca, “credere che i proventi dell’imposta di soggiorno possano essere destinati ai turisti, equivale a credere che le accise che vengono riscosse sulla benzina finanzino la guerra d’Etiopia per la quale erano state originariamente introdotte”".

Anche Filippo Donati, presidente nazionale Assohotel, è molto critico sull'utilizzo della tassa e cita l'esempio di Ravenna: “Nel bilancio di previsione 2015 dell'amministrazione comunale ci sono delle voci che gridano vendetta perchè si tratta di spese improduttive, pensiamo ad esempio ai 400.000 euro per il potenziamento dei trasporti. Si rendono conto che quella cifra equivale a 200.000 presenze in un albergo a tre stelle?”. Attaccano le assocazioni: "Non saranno le tasse a migliorare l’aspetto e la gestione di Cervia ma un migliore impiego delle risorse già disponibili, come dimostra il documento “Innova Cervia” che Confcommercio e Confesercenti hanno consegnato al Sindaco".

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Confcommercio e Confesercenti esprimono "sostegno e apprezzamento nei confronti del vice sindaco Armuzzi, il quale ha cercato fino all'ultimo, con coerenza e determinazione, di evitare il ricorso alla tassa di soggiorno, studiando soluzioni alternative all'interno delle voci di bilancio. D'altra parte, la riprova della forzatura operata dal Sindaco con l'improvviso cambio di direzione sulla tassa è data dalla lettura del bilancio stesso, inviato alle associazioni nei giorni scorsi, in cui appare evidente la possibilità di evitare l'inasprimento fiscale a danno del turismo"-

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