Il maestro Riccardo Muti presenta l’Italian Opera Academy

Al pianoforte Muti si sofferma sull’interpretazione de "Le nozze di Figaro" di Wolfgang Amadeus Mozart. Dal 22 al 30 luglio le prove in orchestra e con i cantanti

Sabato 20 luglio torna l'appuntamento con l’Italian Opera Academy del maestro Riccardo Muti. L'occasione è la presentazione de "Le nozze di Figaro" al Teatro Alighieri di Ravenna.

“Oggi il mondo corre, ma per fare l’opera ci vuole tempo. Il tempo di studiare e di analizzare con rigore la partitura; il tempo di comprendere e di trasmettere a orchestra e cantanti il carattere e l’evoluzione dei personaggi, quindi le intenzioni del compositore; il tempo di provare e riprovare l’insieme vocale e strumentale, calibrandone con cura gli equilibri drammaturgico-musicali”. Il tempo e lo studio: per Riccardo Muti sono nodi cruciali nell’approccio del direttore d’orchestra all’opera in musica, sono il fondamento di una prassi oggi sempre più rara ma indispensabile a garantire la salvaguardia e l’efficacia di quel patrimonio unico che è l’opera italiana.

Ed è proprio attorno a tali principi che ruota l’Italian Opera Academy, che torna ad aprire le porte del Teatro Alighieri di Ravenna al pubblico di appassionati, studenti, musicisti per un intenso periodo di studio dedicato a Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart. Il percorso dritto al cuore dell’opera parte il 20 luglio alle 18 dalla presentazione di Riccardo Muti, che attraverso il pianoforte si sofferma sull’interpretazione dei personaggi, sulla cura della frase musicale, del timbro, del significato da dare ogni nota perché la musica sia al servizio della parola. 
Seguiranno, dal 22 al 30 luglio, le prove in orchestra e con i cantanti, per concludere con i concerti finali del 31 luglio e 2 agosto alle 20.30. E sul podio e al pianoforte, sempre sotto l’ala di Muti, si avvicenderanno i giovani direttori e maestri collaboratori selezionati fra le centinaia di richieste arrivate da tutto il mondo e dalle scuole più prestigiose.

Inaugurata a Ravenna cinque anni fa - secondo un modello che Muti ha poi sperimentato anche in Corea e Giappone - la sua “scuola d’opera” è da una parte l’opportunità per giovani direttori e maestri collaboratori - questi ultimi figura pressoché sconosciuta al grande pubblico ma fondamentale nella preparazione dello spettacolo lirico - di poter raccogliere direttamente quelle indicazioni e quei consigli preziosi che possono sgorgare solo da una straordinaria esperienza; dall’altra un’occasione unica per il pubblico di assistere in teatro al processo di costruzione di un’opera, dalla presentazione del soggetto e dei temi portanti alla preparazione al pianoforte delle singole voci, fino al lavoro in orchestra e all’esecuzione in forma di concerto di brani selezionati, affidata mercoledì 31 luglio alla direzione dello stesso Muti e venerdì 2 agosto invece agli allievi.

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