“Bach is in the Air”: al piano Ramin Bahrami e Danilo Rea

Dopo un lungo percorso di concerti in tutta la regione, iniziato alla fine di febbraio, l’edizione 2018 di Crossroads, il festival itinerante organizzato da Jazz Network e dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, arriva anche a Russi (RA), con due concerti al Teatro Comunale negli ultimi giorni di aprile. Il primo appuntamento sarà sabato 21 aprile (alle ore 21) con “Bach is in the Air”, progetto che trasporta le sublimi opere per tastiera di Bach sul terreno dell’improvvisazione jazzistica ideato da due celebri pianisti: Ramin Bahrami, uno dei solisti più in vista del panorama classico oltre che specialista bachiano, e Danilo Rea, un punto di riferimento inconfondibile del piano jazz nazionale. L’altro appuntamento previsto a Russi sarà il 30 aprile con una all stars all’italiana: Enrico Rava, Giovanni Tommaso, Rita Marcotulli e Alessandro Paternesi. I concerti sono realizzati in collaborazione con il Comune di Russi - Teatro Comunale. 

Biglietti: intero euro 18, ridotto 15.

Un titolo a doppio taglio, perché se da un lato sembra riassumere l’arte musicale di Bach in una delle sue forme più canoniche, l’Air, in realtà “Bach is in the Air” così si intitola in ricordo di una canzone tutt’altro che barocca: Love Is in the Air di John Paul Young. Scelta con la quale il pianista iraniano Ramin Bahrami (nato a Teheran nel 1976, rifugiatosi prima in Italia e poi in Germania dopo essere fuggito con la famiglia in seguito alla rivoluzione islamica) chiarisce subito che una carriera votata interamente a Bach non lo ha certo fossilizzato. Così dopo dischi classici con tutti i crismi (ma capaci di scalare le classifiche di vendita), concerti gremiti e un’attività didattica e letteraria per diffondere il verbo bachiano, Bahrami ha pensato che il Kantor potesse fare un passo in più, ai nostri tempi: ritornare in contatto con l’improvvisazione, pratica esecutiva che, ancora in parte presente nella musica barocca, è rimasta poi estranea alla successive epoche della musica colta (cadenze a parte). E per questa sortita a cavallo tra i generi ha trovato il partner ideale in Danilo Rea, i cui studi classici non possono sfuggire a un orecchio attento, pur ascoltandolo nei suoi personali percorsi jazzistici.

Così ecco Bahrami a una tastiera, che continua in quel che sa far meglio: interpretare lo spartito bachiano. E al suo fianco Rea, che dopo averne colto lo spunto, si impossessa delle note del collega per usarle come materiale per una libera reinterpretazione. L’intreccio delle tastiere permette a volte di distinguere chiaramente il contrappunto bachiano dalla decorazione improvvisata, altrove invece le linee si fondono in un perfetto incastro: ne scaturisce una fantasia a quattro mani.

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