"Candia", alla riscoperta di Creta con l’Ensemble La Dafne ed Ewa Gubanska

Crocevia al centro del Mediterraneo, punto d’incontro fra culture musicali, capitale di Creta: Candia, oggi Hiraklion, è la meta del viaggio in musica in programma per i Vespri dal 28 al 30 giugno, sempre alle 19 e sempre presso la Basilica di San Vitale. A guidare il pubblico alla riscoperta della Creta tra il XVI e XVII secolo sarà l’Ensemble La Dafne: accanto alla mezzosoprano Ewa Gubanska, i violini di Stefano Rossi e Ayako Matsunaga, Rosita Ippolito alla viola da gamba e al violone, Valeria Montanari al clavicembalo e Fabiano Merlante alla tiorba dipingeranno un immaginario affresco musicale. Se è infatti impossibile avere certezza di quali fossero i repertori praticati sull’isola in quel periodo, l’Ensemble ha composto un programma che accosta figure eminenti della musica occidentale, come Francesco Cavalli, alla tradizione greca, turco-ottomana ed ebraica.

Durante il dominio veneziano su Ravenna, gli ultimi esponenti dei da Polenta - Ostasio III e il figlio Girolamo - furono esiliati dai veneziani a Candia; là la nobile famiglia si estinse. Il programma proposto dall’Ensemble La Dafne ci accompagna proprio a Creta durante la “Venetocrazia”, per scoprire il peculiare intreccio di culture musicali che vi fiorì fra Cinquecento e Seicento; fra i risultati dell’influenza veneziana, ad esempio, ci fu l’introduzione dell’organo e del canto polifonico nella liturgia ortodossa, fino ad allora dominata dalla monodia e caratterizzata dalla proibizione dell’utilizzo degli strumenti. Le pagine che si avvicendano sono di autori quali il cretese Franghiskos Leontaridis, l’ebreo mantovano Salomone Rossi, nella cui produzione sono evidenti echi di melodie provenienti dalla tradizione ebraica, il celebre operista Francesco Cavalli, ma anche Giovanni Legrenzi, determinante nello sviluppo dello stile strumentale “veneziano”.

L’Ensemble La Dafne si pone come obiettivo lo studio e l’esecuzione del repertorio strumentale e vocale dal XVI al XVIII secolo, sulla base di un’attività di ricerca del contesto storico e culturale delle opere affrontate. Si interessa, infatti, alla ricostruzione di repertori della scuola veneta e veneziana del Seicento, dove sono presenti riferimenti a canti e melodie provenienti da altre tradizioni musicali del Mediterraneo. Utilizza strumenti musicali, temperamenti e messe a punto per quanto più possibili vicini alla genesi del repertorio indagato. Dopo gli studi di canto lirico a Breslavia e di canto rinascimentale e barocco a Bologna, Ewa Gubanska ha vinto la prestigiosa Handel Singing Competition e ha debuttato in Italia nell’opera Il Bajazet di Francesco Gasparini per il Festival Opera Barga, per poi ricoprire numerosi i ruoli in opere di Monteverdi, Purcell, Caccini.

1 euro il biglietto del concerto (la durata è di circa 40 minuti) 

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