"Storie di mafie": al via una rassegna cinematografica

Una rassegna cinematografica che si pone l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui fenomeni mafiosi presenti in diversi settori della nostra società anche emiliano-romagnola, raccontando storie private e pubbliche e abbracciando un arco temporale della Storia del Cinema che parte dagli anni ’60 e arriva fino al 2013: queste le caratteristiche del cineforum “Storie di mafie” che partirà giovedì e si concluderà giovedì 11 dicembre.

L’evento è organizzato dal Circolo Cooperatori Ravennati, dall’Associazione Femminile Maschile Plurale e da Coop Adriatica, con la collaborazione di Libera Ravenna – Associazione nomi e numeri contro le mafie, Legacoop Romagna, l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in Ravenna e Provincia e con il patrocinio del Comune di Ravenna. Tutte le proiezioni si svolgeranno a Ravenna, presso la Sala Nullo Baldini in via Faentina 106 alle ore 20,30: ogni film, oltre alla presentazione, sarà seguito dal dibattito. Primo appuntamento giovedì con il film “Fortapàsc” (Italia 2008) di Marco Risi, presentato dal giornalista Valerio Iazzi, dove il talentuoso Libero De Rienzo interpreta il ruolo del coraggioso giovane giornalista Giancarlo Siani, che, lavorando nella redazione locale di Torre Annunziata (Napoli) de Il Mattino nella prima metà degli anni ‘80, inizia a indagare sulle alleanze dei camorristi annunziatesi con i reggenti di altri clan della Campania, scoprendo vaste aree di corruzione e connivenze tra politici e criminalità organizzata. Il film ha vinto il Globo d’Oro per la miglior regia a Marco Risi.

Si prosegue poi giovedì 13 novembre con la pellicola “La siciliana ribelle” (Italia 2008) di Marco Amenta, con Veronica D'Agostino e Marcello Mazzarella. Il film sarà presentato da Elisabetta Melotti,  Procuratrice capo presso il Tribunale di Ancona con competenze sull’antimafia: racconta la storia realmente accaduta di Rita Atria, una ragazza diventata una delle paladine della lotta alla mafia dimostrando, in modo chiaro, che combattere Cosa Nostra era possibile, che non era un fenomeno antropologico invincibile, ma un'organizzazione composta di persone che potevano essere individuate e processate. Il film ha vinto la Rosa d'oro al Roseto opera prima nel 2009.

Giovedì 20 novembre è in programma “La mafia uccide solo d’estate” (Italia 2013) presentato da Giuseppe Masetti, Direttore dell’Istituto Storico della Resistenza. Costituisce il “caso” cinematografico della scorsa stagione, sorprendente esordio di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, ex iena e conduttore del programma televisivo “Il testimone” che riesce a trovare un incredibile equilibrio tra ironia e profondo impegno civile. Il regista palermitano racconta una storia che si snoda su due binari, uno privato e autobiografico e l’altro rappresentativo delle più sanguinose faide e stragi mafiose degli ultimi vent’anni, in modo molto originale e coinvolgente. Il film ha vinto diversi premi, tra cui il David di Donatello Giovani nel 2014 e il Nastro d’Argento per il miglior regista esordiente. Giovedì 27 novembre verrà proposta una pietra miliare del cinema di impegno civile italiano: il capolavoro di Francesco Rosi “Le mani sulla città” (Italia 1963) con Rod Steiger e Salvo Randone, presentato da Ermanno Calderoni responsabile Cinema per il Circolo Cooperatori. E’ ambientato nella Napoli dei primi anni ’60 e narra la vicenda di Edoardo Nottola, costruttore edile e consigliere comunale che, con i suoi progetti di speculazione edilizia, cambierà per sempre il volto della città. Il film è stato uno dei primi a mettere a nudo la corruzione nel mondo dell’edilizia dell'Italia degli anni ’60 e vinse il Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia nel 1963.

Il cineforum si concluderà giovedì 11 dicembre con “Alla luce del sole” (Italia 2005) di Roberto Faenza, presentato dall’avvocato Guido Fabbri:  un grande Luca Zingaretti interpreta don Giuseppe “Pino” Puglisi in un’opera ambientata a Palermo, nel quartiere di Brancaccio, nel 1991, quando il sacerdote della chiesa del quartiere si rese conto che i bambini di quell’area urbana erano coinvolti in episodi di criminalità e molti avevano anche genitori mafiosi. Il parroco, quindi, tentò coraggiosamente di cambiare la situazione. Il film ha vinto il David di Donatello Giovani nel 2005. La rassegna prevede l’ingresso gratuito.

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