Ad un mese dalla scomparsa di don Italo, un concerto per lui

A un mese dalla scomparsa del 'prete rock' un concerto sul sagrato del Duomo di Faenza. Dalle Meteore agli Angeli Neri: gli ex ragazzi di Don Italo si alterneranno sul 'palcoscenico' che li ha visti crescere

A un mese dalla scomparsa del ‘prete rock’ un concerto sul sagrato del Duomo di Faenza. Dalle Meteore agli Angeli Neri: gli ex ragazzi di Don Italo si alterneranno sul ‘palcoscenico’ che li ha visti crescere. Ci saranno tutti: dagli Angeli neri, al  Trio Italiano, dagli Om alle Meteore. I ragazzi di Don Italo, coordinati da Paolo Giovannini, si alterneranno sul sagrato del Duomo mercoledì a partire dalle 21.00 in un ‘unplugged’ tutto dedicato all’amato don.

A un mese dalla scomparsa di Don Italo Cavagnini, conosciuto da tutti come il ‘prete rock’, l'associazione Pavone D'oro e tutti i ‘suoi’ ragazzi hanno pensato di ricordarlo come a lui sarebbe piaciuto di più, con la musica appunto. Alle 20.00 ci sarà la S. Messa di Trigesima celebrata dal Vescovo della diocesi Mons. Claudio Stagni e subito dopo un ‘unplugged’, dove si daranno il cambio tutti coloro che  vorranno rendere omaggio al prete che per oltre 40 anni si è messo al servizio dei giovani e della musica. Il concerto avrà inizio con il brano "Azzurro" di Adriano Celentano e terminerà con la tradizionalissima "Romagna mia", canzoni molto care a don Italo. Parteciperanno: Angeli neri, Om, Sesto Senso, Eucalyptus, Meteore, Geisha , Old 60, Sorci verdi, Poison ivy, Full stop, Petos bill , Alessandro Ristori e Trio Italiano. A condurre la serata saranno: Gaetano, Sandro Bucci ed Enrico Palli.

Chi era Don Italo Cavagnini
“Chi canta prega due volte, chi suona di sicuro va in Paradiso”: questo amava ripetere Don Italo a chiunque lo conoscesse. Bionese di origine, Don Italo a soli 19 anni, nel marzo del 1946, viene trasferito a Cesena presso l’Istituto de “I Figli del Popolo” fondato nel 1926 da Don Carlo Baronio, come ricovero per i ragazzi abbandonati. Un mese dopo è a Faenza per aiutare Secondo Baioni ad aprire un istituto omonimo. Grazie al suo aiuto oltre 800 giovani sono stati tolti dalla strada. Il suo nome è indissolubilmente legato a quello della musica rock dei giovani faentini degli ultimi quarant’anni. Inventore del Pavone d’Oro (nel 1969) e del Cantagiro per i Comuni del comprensorio, padrino di complessi come Le Meteore, gli Angeli Neri, Le Ombre e tanti altri, grazie a lui è sorta a Faenza tutta una generazione di musicisti di talento.  Ai giovani ha dato tutto “Le cose che ho fatto con la musica le poteva fare un matto o uno per guadagno o un prete come me per amore dei ragazzi” soleva ripetere. Nel 1996 Don Italo riceve la cittadinanza onoraria dall’allora sindaco Enrico De Giovanni per la lunga permanenza a Faenza e per i meriti derivati dall’attività musicale con i ragazzi. Dopo la cittadinanza onoraria, Don Italo viene premiato anche come “Faentino sotto la torre” nel luglio dello stesso anno, “per aver contribuito in maniera rilevante alle attività giovanili in campo musicale della città”.

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