Da De Gregori ai Pink Floyd: Elia racconta la sua musica e il suo omaggio a Ravenna

Studia Ingegneria, ma la musica non lo lascia mai da solo. Elia Agostini, dopo la presenza al Mei ha sfornato il brano "A bobine", girato sulle strade di Ravenna

Tante idee, tanta competenza musicale e tanta voglia di far sentire la propria voce. Dopo un passato punk ha deciso di avviare un progetto solista, come cantautore, per potersi esprimere al meglio. Lui è Elia, nome d'arte di Elia Agostini, un giovane cantautore cresciuto tra Alfonsine e Ravenna che sogna in grande. In autunno ha partecipato al Mei di Faenza e a inizio 2018 ha pubblicato il videoclip "A bobine", il suo ultimo singolo e il primo tassello di un nuovo disco su cui sta lavorando.

Quali sono i tuoi artisti preferiti?
Ho il bruttissimo vizio di ascoltare ogni tipo di genere, quindi potrei fare un elenco lunghissimo. Però ci sono band e artisti che mi hanno influenzato molto per musica e testi. Senza De Gregori non avrei mai iniziato a scrivere canzoni in italiano, la sua è una tecnica di scrittura che ha fatto scuola, basti guardare testi come Rimmel. Poi qualche hanno fa la musica di Vasco Brondi mi ha spinto a intraprendere il mio percorso da cantautore. I suoi brani mi hanno aiutato a cercare nuovi spunti, come ho fatto nella mia ultima canzone, "A bobine". Poi potrei citare Dalla, De Andrè e sicuramente Battiato. Per la parte musicale, invece, mi hanno influenzato Pink Floyd, Depeche Mode e U2.

Cosa vuoi comunicare con la tua musica?
Il bello di fare il cantautore è che non sei legato a generi e temi, ma solo a quello che hai in testa. Non ho tematiche principali, ogni canzone è un mondo a parte. Il mio progetto nasce come un bambino che guarda ciò che ha attorno per cercare di esprimersi. Quindi in certi brani ho parlato di guerra, di femminicidio, mentre per altri ho tratto molta ispirazione dal quotidiano.

Cosa c'è nella tua vita oltre la musica?
Studio, quest'anno dovrei laurearmi in ingegneria elettronica e poi vedrò. Ma in realtà la musica non mi abbandona mai, è parte della mia quotidianità, mi accompagna anche quando faccio altre cose.

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Raccontaci il videoclip di "A bobine". Dove lo hai girato?
Il videoclip è girato a Ravenna. In effetti è un omaggio a Ravenna, città dove sono cresciuto e dove ho tanti amici. In particolare nel videoclip si vedono il ponte mobile, un tratto di via Trieste e il Pala De Andrè. E poi c'è anche una parte filmata in Darsena, nei pressi del Sigarone. Abbiamo fatto tutto con attrezzatura low budget, io e il mio amico e collaboratore Federico Randi che lavoriamo assieme da anni.  Abbiamo giocato con alcuni effetti video, come il timelapse, con la volontà di creare un video che accompagnasse e sdrammatizzasse il brano. Scelta diversa rispetto al mio precedente video (Ti senti vivere) dove avevamo fatto una scelta più concettuale. In quel caso avevo collaborato con Lumos produzioni e con l'attrice Camilla Mancini.

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