Un Ravenna Festival 2012 "spirituale" scandisce le quattro stagioni

Dal 27/04/2012 Al 27/04/2012

Un’anteprima d’eccellenza, un appuntamento primaverile che precede il vero e proprio festival estivo e un richiamo invernale per cospargere l’anno di cultura. Il Ravenna Festival pervade tutto l’anno in questo 2012 scandendo le quattro stagioni con appuntamenti e ospiti di caratura mondiale. La XXIII edizione del Ravenna Festival aprirà le danze il 27 aprile, al Palazzo Mauro De André, con una straordinaria anteprima del suo “padrino”, il Maestro Riccardo Muti e la ‘sua’ Chicago Symphony Orchestra. L’imponente orchestra incanterà il pubblico con la Suite Sinfonica da Il Gattopardo di Nino Rota, il poema sinfonico Tod und Verklärung (Morte e trasfigurazione) di Richard Strauss e la Sinfonia n. 5 di Dmitrij Shostakovic.

L’ANTICIPAZIONE PRIMAVERILE - Il Ravenna Festival 2012 apre con un concerto sinfonico spettacolare per arrivare a maggio con una seconda anteprima di altrettanto elevato prestigio:  il 16 e 17 maggio per la prima volta in Italia si svolgerà l’European Youth Music Festival, un evento giunto alla sua undicesima edizione europea promosso dall’European Musicschool Union e dall’AIdSM (Associazione Italiana delle Scuole di Musica) per la prima volta assieme alla Regione Emilia-Romagna. L’evento, intitolato ‘Allegromosso’, vedrà come protagonisti i musicisti dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, per l’occasione integrata da giovani strumentisti delle scuole europee di musica. Il concerto inaugurale sarà diretto dall’inglese Wayne Marshall il cui programma alterna compositori italiani di grande popolarità come Rossini, Verdi e Rota agli americani Gershwin, Bernstein e Williams. Oltre 5000 giovani musicisti europei, dai 12 ai 25 anni, si sono dati appuntamento in Emilia-Romagna per partecipare a questa grande kermesse.

IL CUORE DEL FESTIVAL - Si arriva poi, dal 9 giugno al 15 luglio, al cuore del Ravenna Festival che quest’anno attraverserà il tema della ‘Nobilissima Visione’ intesa come un viaggio tra musiche appartenenti alla dimensione del monachesimo sia occidentale che orientale, che ricompongono vicende umane, storiche e spirituali di grande importanza.
Il percorso tematico di Ravenna Festival prende spunto dal millenario della fondazione del Sacro Eremo di Camaldoli ad opera di Romualdo di Ravenna. “Un cuore solo e un’anima sola”: questo il precetto fondamentale trasmesso dalla prima comunità di Gerusalemme, divenuto nei secoli modello ideale per la vita comune in ogni monastero. È’ anche l’occasione per raccontare una Ravenna assai meno nota rispetto ai fasti dell’Impero Romano d’Occidente, ma forse non meno straordinaria, quella appunto di Romualdo e dei suoi monaci, di Sant’Adalberto o di Gerberto di Aurillac (papa Silvestro II), in cui la “dolce ansietà d’oriente” (Montale) diventa vero e proprio straordinario progetto culturale e laboratorio dell’Europa.

Nel programma si va da musiche del medioevo dell’ensemble Eloqventia ai millenari canti baltici dell’estone Ensemble Heinavanker, dalle voci norvegesi del Trio Mediæval ai canti della Chiesa Ortodossa Russa del Coro Ortodosso Maschile di Mosca, diretto da Georgij Smirnov. Da sottolineare un confronto tra le musiche sacre barocche del camaldolese Orazio Tarditi (ordinato monaco proprio a Ravenna), proposte dalla Stagione Armonica diretta da Sergio Balestracci e quelle, sempre barocche, dell’Est europeo, interpretate dall’ensemble strumentale “Il Suonar parlante” di Vittorio Ghielmi. La raffinatissima tradizione del canto spirituale sufi ‘Ghazal’ sarà invece proposta dalla cantante uzbeka Monâjât Yulchieva.

LA MUSICA SPIRITUALE D’ORIENTE - Seguendo i sentieri spirituali del monachesimo non si poteva non giungere in Tibet, Paese dalla storia plurimillenaria cui viene dedicata una settimana di incontri, riti, cerimonie ed eventi. Al di là dell’enorme distanza geografica, stretto è il legame con la celebrazione del monachesimo camaldolese. Il vero riformatore del buddhismo tibetano fu, infatti,  Atisa, celebre monaco indiano pressoché contemporaneo di Romualdo, che rimise in vigore le esigenze e le regole della vita monastica. Mandala, sutra e mantra scandiranno nel cuore stesso della città che si tingerà di amaranto ed arancione, come le vesti dei monaci, i sette giorni che precedono il grande Concerto delle Fraternità con la partecipazione di un gruppo di monaci tibetani residenti a Darhamsala (la sede indiana del Dalai Lama Tenzin Gyatso), della suora tibetana Ani Choying Drolma e di alcuni musicisti che interagiranno con i mantra come Markus Stockhausen, Amelia Cuni e Maria Jonas, Stephan Micus, il Coro gregoriano femminile Mediae Aetatis Sodalicium ed altri.

L’EVOCATIVA MUSICA DEI MONASTERI - Il tema delle claustrali solitudini, delle estatiche visioni tra mistici rapimenti e transe viene potentemente evocato dalla Sancta Susanna, opera in un atto di Paul Hindemith, di ambientazione claustrale, su testo del poeta August Stramm. Si tratta di uno degli spartiti più arcani e misteriosi del Novecento che ci parla in modo terribile di quel fragoroso ‘silenzio di Dio’ che tanta parte ebbe nella mitologia nordica di cui l’Espressionismo tedesco è radicalmente impregnato. La regia della Sancta Susanna, coprodotta con il Teatro dell’Opera di Roma, sarà firmata da Chiara Muti.

LE ORCHESTRE SINFONICHE - La programmazione sinfonica del Festival prosegue a giugno con l’americano Dennis Russell Davies che dirigerà l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in un concerto che proporrà musiche del grande compositore estone contemporaneo Arvo Pärt assieme a The Planets di Gustav Holst. Pietro Borgonovo dirigerà poi la Cherubini assieme al Chicago Children’s Choir (musiche di Schubert e Bernstein) mentre il grande direttore russo Yuri Temirkanov tornerà al festival con l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo. Il Concerto delle Fraternità vedrà Riccardo Muti sul podio della Cherubini unitamente – com’è ormai tradizione – all’Orchestra Giovanile Italiana.

L’OSPITE D’OLTRE OCEANO -  La musica contemporanea è rappresentata al Ravenna Festival da uno dei suoi massimi protagonisti: il compositore statunitense Steve Reich, tra i “padri” riconosciuti di una delle più influenti correnti musicali qual è quella del “minimalismo”. Di Reich, che sarà eccezionalmente presente a Ravenna dove parlerà della sua particolarissima estetica compositiva, verranno eseguiti due dei suoi capolavori, ovvero  Tehillim, per voci e ensemble (1981) eCity Life, per ensemble amplificato (1995). Forme ancora più avanzate e sperimentali di ricerca nell’ambito sia del suono che dell’immagine troveranno poi ancora una volta espressione nella rassegna “Weird Tales”, organizzata in collaborazione con Bronson Produzioni.

MUSICA POPOLARE, JAZZ E DANZA - Durante il Festival si scopriranno anche le musiche evocative dei monasteri attraverso l'opera di Paul Hindemith, di ambientazione claustrale, su testo del poeta August Stramm, uno degli spartiti più arcani e misteriosi del Novecento fino alla musica popolare che vedrà anche le più popolari canzoni di Francesco De Gregori reinterpretate dall’Orchestra di Musica Popolare dell’Auditorium di Roma con gli strumenti tipici della musica folk nazionale. L'intensa rassegna all'insegna del folklore sarà scandita anche al ritmo della Taranta Nera e delle percussioni di straordinari musicisti africani.

Per rendere omaggio alla musica brasiliana, invece, sarà un altro ospite di caratura mondiale a riportare il jazz alla Rocca Brancaleone: il compositore Egberto Gismonti.  La ‘due giorni' è un vero e proprio ‘focus’ dedicato a questo compositore e polistrumentista figlio di una siciliana e di un libanese. Il focus ripropone sodalizi “storici” come quello con il percussionista Nana Vasconcelos, colui che ha fatto conoscere al mondo il berimbau, di cui è straordinario virtuoso e la cui carriera è costellata di collaborazioni prestigiose che vanno da Don Cherry a Gato Barbieri. Nella seconda serata a Gismonti si aggiungono Hamilton de Holanda e il Trio Madeira.

Spazio anche alla danza, nelle sue espressioni più contemporanee, che negli ultimi anni si è guadagnata sempre più spazio all’interno del festival. Quest’anno saranno tre le nazioni protagoniste: Stati Uniti, Brasile e Francia con coreografi straordinari

LA CHIUSURA AUTUNNALE DEL FESTIVAL – Dal 9 al 18 novembre si terrà  la Trilogia d’autunno ‘Aspettando Verdi’, la  nuova pagina autunnale di Ravenna Festival. L’appuntamento invernale, che chiude l’anno del festival 2012, vedrà produzioni d’opera realizzate in forma di laboratorio, sperimentando le opportunità offerte dalle moderne tecnologie e mettendo in gioco la più innovativa e vitale delle risorse, quella dei giovani. Grazie ad un unico ingegnoso modello scenografico modulare che consenta di comporre rapidamente tre diverse scenografie, si cercherà di presentare tre titoli per un unico tema, alternandone ogni sera la rappresentazione. Quest’anno, nell’imminenza del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, Trilogia d’autunno proporrà, a cura di Cristina Mazzavillani Muti, i tre capolavori della cosiddetta trilogia popolare - Rigoletto, Trovatore e Traviata - in 9 recite consecutive.

Il calendario completo su http://www.ravennafestival.org/programma_spettacoli/calendario/

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