Dia de los muertos: al Singita si celebra la vita

Il 9 luglio il Singita si veste dei colori e dei profumi del Messico, scegliendo di ispirarsi alla più sentita festa tradizionale Messicana. Non un giorno dedicato alla morte, ma una celebrazione della vita. Dalle 19 alle 20,30 viene servito un buffet e poi musica con il Dj set.

L’origine del Dia de los muertos, la coloratissima festa dei morti celebrata in Messico, è azteca e rappresenta, sin dalla notte dei tempi, una commemorazione per il ritorno dei defunti sulla terra, da sempre profondamente radicata nella tradizione.
Quasi tremila anni fa, l’idea della morte era strettamente legata al concetto di "rinascita". Gli Aztechi infatti, consideravano il continuo alternarsi di morte e vita un fenomeno indispensabile per il mantenimento dell’ordine cosmico.
Il Dia de Muertos era celebrato dagli aztechi intorno alla metà di luglio e aveva la durata di 20 giorni. Fu in seguito riadattato alle festività cattoliche dagli spagnoli, che concentrarono tutte le celebrazioni in soli due giorni di novembre.
Così ogni anno, da nord a sud, i piccoli villaggi e le grandi metropoli messicane si riempiono di altari - che rappresentano la porta tra la vita e a morte - con offerte e cibo.
Non c’è gusto macabro e tristezza, ma ironia e divertimento: per le strade, bambini, giovani e adulti si truccano il viso e si mascherano come scheletri colorati che danzano festosamente.
La Catrina, la personificazione della Morte, è ampiamente rappresentata nelle maschere di bambine e donne di tutte le età.
Per comprendere meglio questa credenza della cultura indigena, una delle poche sopravvissute alla colonizzazione spagnola, basta sapere che per i messicani la morte è considerata un passaggio gioioso.

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