Hugh Masekela e la sua musica libera

  • Dove
    Teatro Rasi
    Via di Roma
  • Quando
    Dal 23/06/2016 al 23/06/2016
    21:00
  • Prezzo
    Biglietti: 15 euro (ridotti 12) I giovani al festival: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni e universitari, 50 % tariffe ridotte.
  • Altre Informazioni

Giovedì 23 giugno, al Teatro Rasi, ore 21 ci sarà un altro degli ambasciatori della musica sudafricana invitato da Ravenna Festival: il trombettista e vocalist Hugh Masekela con la sua band di cinque elementi (Cameron John Ward alla chitarra, Johan Wilem Mthethwa alle tastiere, Abednigo Sibongiseni Zulu al basso, Lee-Roy Sauls alla batteria e Francis Manneh Edward Fuster alle percussioni). Fiero oppositore, da sempre, dell’apartheid, è stato fra i primi a farsi conoscere a livello internazionale. Virtuoso della tromba, del flicorno e della cornetta è a pieno titolo incluso nel novero dei musicisti che hanno contribuito all’evoluzione del jazz nel Ventesimo secolo. 

Trombettista, compositore, cantante sudafricano, Masekela è famoso in tutto il mondo non solo per lo straordinario talento, ma anche per l’impegno sociale e politico nel suo paese: anche se la sua carriera lo ha portato per molto tempo lontano dall’Africa, non ha mai smesso di adoperarsi contro l’apartheid, anche fuori dai confini della sua terra. Nato nel 1939 a Witbank, cittadina vicino Johannesburg, cresce familiarizzando con Armstrong, Ellington, Glenn Miller, Count Basie e, ascoltando dischi di jazz americano e sudafricano, prende gusto a cantare, e comincia anche a studiare il pianoforte. Ma a 14 anni, affascinato da Young Man With a Horn, il film sul trombettista statunitense Bix Beiderbecke, interpretato da Kirk Douglas, chiede a Padre Trevor Huddleston, pastore protestante inglese in prima linea nella lotta contro la discriminazione razziale, di poter avere una tromba: la ottiene e seguendo il suo esempio saranno altri suoi coetanei a chiedere degli strumenti, nasce così la Huddleston Jazz Band, di cui Masekela naturalmente è uno dei protagonisti.

«Ci identificavamo con il jazz – ha dichiarato qualche anno fa Masekela - perché a quei tempi il jazz mostrava l’eccellenza di un popolo che era stato schiavizzato e discriminato. Dizzy (Gillespie) e Miles (Davis) non erano amati dall’establishment occidentale. Erano gente nera che non si faceva raccontare balle. Louis Armstrong, Billie Holiday e Count Basie rappresentavano il trionfo sull’oppressione». E Hugh Ramopolo Masekela è, insieme ad Abdullah Ibrahim, l’emblema del rapporto che il Sudafrica ha stretto subito con il jazz. Così, crescendo con la musica dei grandi del jazz, inizia a suonare, poi guida propri gruppi e collabora con Ibrahim, quando il pianista di Cape Town si faceva chiamare Dollar Brand. 

All’indomani del massacro di Sharpeville, che costò la vita a 69 persone, e all’indurirsi delle leggi razziste dell’apartheid, Hugh Masekela prende la via della Gran Bretagna e quindi degli Stati Uniti. Conosce personalmente Louis Armstrong, che in passato gli ha fatto avere in regalo una propria tromba; diventa amico di Harry Bellafonte, di Gillespie e Davis; nel 1964 sposa la cantante Miriam Makeba, altro nome di grande rilievo della musica sudafricana (divorziano dopo cinque anni ). Nel 1967 partecipa al Monterey Pop Festival, il primo dei grandi raduni musicali giovanili: Hugh Masekela si esibisce la sera del 17 giugno, preceduto dai Moby Grape e seguito dai già celebri Byrds, trascinando migliaia di giovani ancora del tutto o quasi a digiuno di ritmi africani.

Nei primi anni Settanta è già una celebrità e negli Stati Uniti i suoi concerti registrano sempre il tutto esaurito. È in quel periodo che il musicista decide di tornare in Africa e si sposta dalla Guinea, alla Liberia, dal Ghana allo Zaire, fino in Nigeria. Nascono quelli che la critica considera gli album più innovativi della sua carriera. Nel 1980, Masekela e Miriam Makeba suonano insieme in uno storico concerto di Natale in Lesotho, di fronte a un pubblico di 75.000 persone. Poi si trasferisce in Botswana, poco lontano dal confine con il Sudafrica, dove crea una scuola di musica. I giorni dell’arcobaleno devono, purtroppo, ancora arrivare: il Sudafrica colpisce la piccola nazione confinante, ritenuta “campo addestramento per i comunisti” e Masekela deve fuggire di nuovo. Torna in Inghilterra, dove compone un grande musical, “Sarafina!”, e compone un singolo a favore della scarcerazione di Nelson Mandela, “Bring Him Back Home”, che diventa uno fra gli inni della campagna “Free Mandela”. In quel periodo i suoi brani spesso sembrano anticipazioni della world music. Finalmente, nel 1990, può tornare in Sudafrica, in tempo per vedere la scarcerazione di Nelson Mandela, e partire per un tour di quattro mesi fa il “tutto esaurito” nelle principali città del paese. Oggi è uno fra gli artisti africani di maggior successo, può vantare numerosi dischi di platino e, grazie a questa preziosa posizione nel mercato discografico, promuove artisti sudafricani emergenti anche attraverso la propria etichetta discografica, la “Chissa Entertainment”. E non c’è alcuna retorica se lo si definisce simbolo di una musica libera, come il jazz, che non conosce barriere di razza. 

Info e prevendite: 0544 249244 
Biglietti: 15 euro (ridotti 12)
I giovani al festival: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni e universitari, 50 % tariffe ridotte.

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