Il "Sessantotto faentino", la storia prende vita nel lavoro degli studenti

  • Dove
    Biblioteca Manfrediana
    Indirizzo non disponibile
    Faenza
  • Quando
    Dal 15/09/2018 al 29/09/2018
    Orario non disponibile
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

Sabato 15 settembre, ore 10, nella Biblioteca Manfrediana viene inaugurata un’esposizione di carattere didattico dedicata al "Sessantotto faentino nelle pagine dei quotidiani", con alcune foto d’epoca e articoli apparsi a stampa nell’intero anno. Indirizzi di saluto saranno rivolti da Giovanni Malpezzi, Sindaco di Faenza, Massimo Isola, Assessore alla Cultura, Simona Sangiorgi, Assessore alla Istruzione, Daniela Simonini, Direttrice della Biblioteca Comunale Manfrediana, Fabio Gramellini, Dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico ‘Oriani’ di Faenza, agli alunni delle classi 1 e 2 B-AFM, ai professori Michele Orlando e Francesca Pirrone, curatori del lavoro complessivo e alla cittadinanza. La mostra è visitabile fino al 29 settembre.

Il lavoro, presentato per la prima volta in occasione della festa dell’Europa, a maggio, è stato allestito dagli alunni del biennio, cimentatisi nella ricerca e nella selezione del materiale, compiute tramite lo spoglio del catalogo della Manfrediana. Sono stati oggetto di studio ‘Il Resto del Carlino’, nell’annata del '68, i numeri di ‘Settesere’, che nel settembre 1998 dedicava un inserto corposo proprio a quegli anni cruciali per la città e per l’Italia intera, il numero 54 del 1968 del Bollettino del Museo internazionale delle ceramiche intitolato ‘Faenza’, dal quale viene riprodotto in formato integrale il discorso di ringraziamento indirizzato al Sovrintendente ai Monumenti della Romagna arch. Ercole Checchi che, su invito del Ministro della Pubblica Istruzione, attribuiva al Direttore del Museo internazionale delle Ceramiche di Faenza, Giuseppe Liverani, la Medaglia del Presidente della Repubblica ai benemeriti della Scuola, della cultura e dell’arte. La selezione degli articoli è stata curata tenendo presenti alcuni temi di fondo, come quelli culturali più in generale, legati alla realtà museale e artistica o a quella scolastica della città, tralasciando invece aspetti di carattere più propriamente politico, la cronaca nera e quella sportiva meno rilevante. 

Da un’idea del professor Michele Orlando, sostenuta dall’amministrazione comunale per il tramite dell’Assessore Simona Sangiorgi, il progetto dell’Istituto di Via Manzoni ha inteso considerare la vita della città in quel delicato momento storico, che vedeva i principali centri del movimento studentesco italiani animati – parallelamente ai movimenti operai – da occupazioni, interventi in assemblee, slogan, cortei, striscioni, e poi quelle aule, soprattutto quei ragazzi che avrebbero dato vita, benché inconsapevolmente, a una generazione del ’68. Su questo contesto gli alunni hanno cercato di assemblare il materiale in ordine cronologico, secondo un criterio annalistico, esponendolo su 32 pannelli di grande formato, a voler riprodurre i percorsi più ampi e articolati con i quali la generazione sessantottina si è misurata in un momento di transizione tra quella che ha vissuto l'esperienza della dittatura e della guerra e la successiva generazione della pace, dei diritti, ma anche del consumismo e del benessere. 

Il curatore della mostra, insieme alla professoressa Francesca Pirrone, che ha creato un opuscoletto digitale sfogliabile della mostra, consultabile sul sito della Scuola Oriani, sottolineano l’importanza del metodo di studio, dell’approccio alle fonti seguendo l’esperienza del laboratorio, a voler conferire così una precisa valenza al rapporto tra ricerca e didattica a scuola. La piccola esposizione alla Manfrediana ha consentito di conoscere meglio una città che ha contribuito sicuramente al progresso dei valori politici, ideologici e civili della nazione attraverso le vicende istituzionali e del pensiero, transitate dalla ‘grande storia’ alla storia della vita e dell’esperienza delle persone, approfondendone cioè formazione, mentalità, sentimenti, condotte, scelte esistenziali e attraversando così la sfera della soggettività, la loro memoria, scritta e orale, lasciataci in eredità. La mostra è aperta fino alla mattina di sabato 29 settembre. 

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